{"id":100,"date":"2006-08-27T17:53:16","date_gmt":"2006-08-27T15:53:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maurograziani.org\/wordpress\/?p=100"},"modified":"2025-08-22T18:16:14","modified_gmt":"2025-08-22T16:16:14","slug":"le-perversioni-del-copyright-2the-copyright-degenerations-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/100","title":{"rendered":"Le perversioni del copyright (2)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Londra, 23 settembre 2002.<br \/>\nGli avvocati delle parti si fronteggiano per dirimere l&#8217;ennesimo caso di plagio. Ma questa volta l&#8217;oggetto della causa \u00e8 un po&#8217; speciale. Il musicista pop Mike Batt ha inserito in un album della sua rock band &#8220;The Planets&#8221; un brano intitolato &#8220;One minute of silence&#8221;, il cui contenuto corrisponde al titolo ed \u00e8 stato accusato di plagio dal John Cage Trust (NB: gli eredi di Jonh Cage che \u00e8 morto nel 1992) e dalle Edizioni Peters, editore del brano 4&#8217;33&#8221; (ovviamente 4&#8217;33&#8221; ha una partitura: \u00e8 in 3 movimenti all&#8217;inizio dei quali \u00e8 scritto &#8220;tacet&#8221;).<br \/>\nL&#8217;incontro si conclude con un accordo extra-guidiziale. Batt consegna un assegno a 6 cifre (in sterline) a Nicholas Riddle, managing director delle Edizioni Peters e aggiunge il nome di Cage come co-autore di &#8220;One minute of silence&#8221;, dichiarando &#8220;Faccio questo gesto come segno di rispetto verso John Cage&#8221; 8) . Riddle intasca l&#8217;assegno e afferma &#8220;Noi intendiamo difendere la propriet\u00e0 di Mr. Cage e il concetto di brano silenzioso \u00e8 una idea importante sulla quale c&#8217;\u00e8 un copyright&#8221; :lol:.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto interessante. In effetti, Riddle ha dalla sua almeno un precedente: il quadro bianco, non dipinto, il &#8220;White Painting&#8221; di Rauschenberg \u00e8 protetto e chiunque lo rifaccia pu\u00f2 essere accusato di plagio.<br \/>\nD&#8217;altra parte il silent piece \u00e8, appunto, un concetto. Il contenuto del silent piece \u00e8 l&#8217;insieme dei suoni che si sentono mentre il musicista non suona.<br \/>\nMa se, in musica, si possono brevettare i concetti, allora \u00e8 la fine. Per esempio, i cluster (accordo formato da note vicine, tipicamente 2e minori come do, do#, re, re#, mi) cominciano ad apparire timidamente in musica nel primo &#8216;900 (Debussy, Bartok, Ornstein, Ives), ma il primo che ne fa un uso esteso e consapevole \u00e8 Henry Cowell in &#8220;The Tides of Manaunaun&#8221; (1917; non 1912 come \u00e8 spesso riportato).<br \/>\nDi conseguenza, Cowell avrebbe potuto porre un copyright sul cluster. 3\/4 della musica del &#8216;900 cancellata.<br \/>\nSchoenberg avrebbe messo un copyright sulla dodecafonia. Messiaen avrebbe potuto chiedere i diritti sui modi a trasposizione limitata, Boulez sul serialismo integrale, Debussy sulla scala esatonale e Stockhausen sull&#8217;universo in musica. Per non parlare della musica pop: causa interminabile fra Deep Purple e Led Zeppelin su chi abbia inventato l&#8217;hard rock.<br \/>\nPer inciso, questo \u00e8 esattamente quello che sta succedendo negli USA con i brevetti sul software, che finora l&#8217;Europa \u00e8 riuscita a negare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"related-posts\">\n<div id=\"related-posts-MRP_all\" class=\"related-posts-type\">\n<h3>RELATED:<\/h3>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/4402\">Autotune 4&#8217;33&#8221;<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/4398\">Brutal death metal 4&#8217;33&#8221;<\/a><\/li>\n<\/ul><\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Londra, 23 settembre 2002. Gli avvocati delle parti si fronteggiano per dirimere l&#8217;ennesimo caso di plagio. Ma questa volta l&#8217;oggetto della causa \u00e8 un po&#8217; speciale. 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