{"id":1279,"date":"2008-10-23T00:23:25","date_gmt":"2008-10-22T22:23:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maurograziani.org\/wordpress\/?p=1279"},"modified":"2025-08-22T18:13:58","modified_gmt":"2025-08-22T16:13:58","slug":"lo-spazio-tra-le-pietre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/1279","title":{"rendered":"Lo Spazio tra le Pietre"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.maurograziani.org\/sound_pages\/lo-spazio-tra-le-pietre\/lstlp_1.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.maurograziani.org\/sound_pages\/lo-spazio-tra-le-pietre\/lstlp_1.jpg\" alt=\"sonogramma\" width=\"500\" height=\"215\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho composto <em>Lo Spazio tra le Pietre <\/em>per la manifestazione &#8220;Musica e Architettura&#8221;, organizzata dal Conservatorio Bonporti di Trento e Riva del Garda il 18\/10\/2008.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal mio punto di vista, i rapporti fra musica e architettura non si esauriscono nella pur importante questione della progettazione di luoghi per la musica, ma hanno aspetti pi\u00f9 profondi che investono certamente la composizione e arrivano fino alla fruizione.<br \/>\nSe, da un lato, un edificio esiste staticamente nello spazio, non pu\u00f2 essere apprezzato nella sua totalit\u00e0 senza un intervallo temporale. La sua forma globale non \u00e8 mai evidente nella sua interezza, nemmeno dall&#8217;alto. Si forma nella memoria di chi ci si \u00e8 avvicinato da molti lati e ha visto la sua forma perdersi, mentre i particolari costruttivi e poi i materiali diventano via via pi\u00f9 evidenti. Analogamente, un brano musicale esiste staticamente in una qualche forma di notazione e si svela nel tempo. L&#8217;ascolto temporale ne evidenzia, via via, la struttura interna, gli elementi costitutivi e i dettagli.<br \/>\nCos\u00ec, \u00e8 possibile pensare un brano musicale come un oggetto statico e un edificio come una struttura dinamica. Ma \u00e8 da un punto di vista compositivo che le analogie si fanno pi\u00f9 strette.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sotto l&#8217;aspetto compositivo, quando lavoro con suoni completamente sintetici che non derivano da alcun suono reale, come nel caso di questo brano, generalmente seguo un approccio top-down. Dapprima immagino una forma, spesso in termini spaziali e poi costruisco i materiali e i metodi con cui realizzarla.<br \/>\nCos\u00ec, come nell&#8217;architettura, per me comporre un brano significa costruire i materiali di base partendo dalle componenti minime e modulare il vuoto temporale e spaziale che li separa, cercando di assemblarli in un ambiente coerente.<br \/>\nI parametri che manipolo, come nella musica strumentale, sono temporali e spaziali, ma, a differenza della musica strumentale, si estendono a livello microscopico. Cos\u00ec, la manipolazione del tempo non si ferma alle durate delle note, ma arriva ai tempi di attacco e decadimento delle singole componenti di ogni suono (le parziali armoniche o inarmoniche). In modo analogo, a livello spaziale il mio intervento non si limita all&#8217;intervallo, che determina il carattere delle relazioni armoniche, ma si spinge fino alla distanza fra le parziali che formano un singolo suono, determinandone, in una certa misura, il timbro.<br \/>\nIl punto, per\u00f2, \u00e8 che, nella mia visione della composizione, molto pi\u00f9 importanti dei materiali sono i metodi. Anzi, anche gli stessi materiali, alla fine, derivano dai metodi. Il mio problema, infatti, non \u00e8 mai quello di scrivere una sequenza di suoni e svilupparla, bens\u00ec quello di generare una superficie, una &#8220;texture&#8221;, avente una precisa valenza percettiva.<br \/>\nIn realt\u00e0, questa \u00e8 texture music. Anche quando credete di ascoltare un singolo suono, in realt\u00e0 ne ascoltate minimo 4\/5. E non parlo di parziali, bens\u00ec di suoni complessi, ognuno dei quali ha da un minimo di 4 parziali, fino a un massimo di circa 30. Per esempio, il SOL# iniziale, che nasce dal nulla e poi viene circondato da altre note (FA, SIb, FA#, LA) \u00e8 composto da 8 suoni con pochissima differenza di altezza che si rinnovano ogni 0.875 secondi. Cos\u00ec si crea la percezione di un suono singolo, ma dotato di un certo tipo di movimento interno.<br \/>\nTexture music, micro-polifonia che si muove molto al di sotto della soglia del temperamento base 12. In effetti, qui lavoro con una ottava divisa in 1000 parti uguali e in certi punti del brano coesistono migliaia di suoni complessi contemporaneamente per generare un singolo &#8220;crash&#8221;.<br \/>\nNe consegue che non \u00e8 possibile scrivere a mano una &#8220;partitura&#8221; del genere. Ho ideato e programmato personalmente un software compositivo chiamato AlGen (AlgorithmGeneration) mediante il quale io piloto le masse e il computer genera il dettaglio (i singoli suoni).<br \/>\nAlGen esisteva gi\u00e0 nel 1984 ed era stato utilizzato per comporre <a href=\"http:\/\/www.maurograziani.org\/sound_pages\/wires\/wires.html\">Wires<\/a>, a cui questo brano deve molto, ma, mentre a quei tempi era solo un blocco di routine che il sottoscritto aveva collegato al programma di sintesi Music360 di Barry Vercoe (l&#8217;antenato diretto dell&#8217;odierno CSound), per questa occasione \u00e8 stato completamente riscritto ed \u00e8 un software a se stante. Nella versione odierna incorpora varie distribuzioni probabilistiche, metodi seriali, algoritmi lineari e non-lineari per controllare meglio le superfici generate e soprattutto la loro evoluzione (per una volta, i frattali non c&#8217;entrano, per ora).<br \/>\nCi\u00f2 nonostante, AlGen non incorpora nessuna forma di &#8220;intelligenza&#8221;. Non prende decisione in base all&#8217;armonia, al contesto, eccetera. \u00c8 un cieco esecutore di ordini. Pesca in un insieme probabilistico o calcola funzioni e genera note, ma fortunatamente non pensa e non decide. Quelli che tratta sono puri numeri e non sa nemmeno se sta calcolando durate, densit\u00e0 o frequenze.<br \/>\nDi conseguenza la completa responsabilit\u00e0 del risultato finale \u00e8 attribuibile solo al sottoscritto. Quando ascolto una massa sonora\u00a0 e riguardo i numeri che ho passato al programma, capisco perfettamente perch\u00e9 suona cos\u00ec ed \u00e8 solo per quello che posso fare le necessarie correzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Lo Spazio tra le Pietre<\/em> \u00e8 stato composto nel mio studio in settembre &#8211; ottobre 2008 e sintetizzato in 4 canali mediante CSound. Algoritmo di sintesi: FM semplice.<br \/>\nPartitura CSound generata grazie al software di composizione assistita AlGen realizzato dall&#8217;autore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;intero brano \u00e8 pensato come una struttura spaziale. Il suo skyline \u00e8 evidente del sonogramma a inizio pagina e la sua struttura. come alternanza di forme, pieni e vuoti, \u00e8 ben visibile nell&#8217;ingrandimento di un frammento di circa 1 minuto (qui sotto, come al solito potete cliccare sulle immagini per ingrandirle).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mauro Graziani &#8211; <a href=\"https:\/\/www.maurograziani.org\/sound_pages\/lo-spazio-tra-le-pietre\/Graziani_Lo_Spazio_tra_le_Pietre.mp3\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Lo Spazio tra le Pietre<\/a> (2008), computer music<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dimenticavo: con le normali cassettine da computer ne sentite all&#8217;incirca la met\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.maurograziani.org\/sound_pages\/lo-spazio-tra-le-pietre\/lstlp_2.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.maurograziani.org\/sound_pages\/lo-spazio-tra-le-pietre\/lstlp_2.jpg\" alt=\"sonogramma frammento\" width=\"500\" height=\"211\" \/><\/a><\/p>\n<div class=\"related-posts\">\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho composto Lo Spazio tra le Pietre per la manifestazione &#8220;Musica e Architettura&#8221;, organizzata dal Conservatorio Bonporti di Trento e Riva del Garda il 18\/10\/2008. 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