{"id":147,"date":"2006-09-30T02:30:10","date_gmt":"2006-09-30T00:30:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maurograziani.org\/wordpress\/archives\/147"},"modified":"2025-08-22T18:15:35","modified_gmt":"2025-08-22T16:15:35","slug":"un-problema-di-decibel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/147","title":{"rendered":"Un problema di deciBel?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Recentemente \u00e8 apparsa una lettera aperta di un executive dell&#8217;industria musicale che ha sollevato un caso. Questo signore, tale Angelo Montrone, \u00e8 il vice presidente del dipartimento A&amp;R (Artists &amp; Repertoire) della One Haven Music, che fa parte della Sony.<br \/>\nIn breve, lui lamenta l&#8217;eccesso di compressione e di riempimento, con conseguente incremento di volume, nelle incisioni attuali, rispetto, per es., a quelle degli anni &#8217;80. Il tutto condurrebbe a un eccessivo affaticamento dell&#8217;orecchio, che comporterebbe una prematura sensazione di stanchezza degli ascoltatori.<br \/>\nCito un estratto:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">There&#8217;s something . . . sinister in audio that is causing our listeners fatigue and even pain while trying to enjoy their favorite music. It has been propagated by A&amp;R departments for the last eight years: The complete abuse of compression in mastering (forced on the mastering engineers against their will and better judgment).<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra le altre prove, porta due incisioni dello stesso gruppo, Los Lonely Boys, a vari anni di distanza. Ascoltate i Lonely Boys <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=wvkzoqQ5Oak\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">vari anni fa<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=nSPGeEmoIQE\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">oggi<\/a>. Notate che effettivamente le canzoni sono simili, ma l&#8217;arrangiamento attuale \u00e8 molto pi\u00f9 pieno e il livello medio \u00e8 pi\u00f9 alto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cosa mi ha incuriosito perch\u00e9 anch&#8217;io a volte ho questa sensazione.<br \/>\nCi sono due modi di misurare l&#8217;ampiezza di un suono (quello che viene generalmente chiamato volume): l&#8217;ampiezza di picco e l&#8217;ampiezza RMS.<br \/>\nIl primo misura l&#8217;ampiezza istantanea dei picchi, cio\u00e8 i punti con il volume pi\u00f9 alto che per\u00f2 hanno durata minima. Fisiologicamente il dato \u00e8 importante perch\u00e9 sono proprio i picchi improvvisi molto alti che possono provocare danni al timpano (il meccanismo difensivo del timpano, infatti, impiega circa 1\/10 di secondo per entrare in azione).<br \/>\nIl secondo, invece, \u00e8 una media che ha senso su lunghe durate (anche 1 minuto o pi\u00f9). Dal punto di vista fisiologico, un alto livello di ampiezza RMS affatica il sistema uditivo. Chiaramente \u00e8 quest&#8217;ultimo che viene tirato in ballo da Mr. Montrone.<br \/>\nTrattandosi di CD, cio\u00e8 di cose che non hanno un volume assoluto perch\u00e9 dipendono dall&#8217;amplificazione, tutte le misurazioni si fanno rispetto rispetto al massimo teorico del CD, che \u00e8 uguale per tutti i dischi ed \u00e8 la massima ampiezza possibile usando 16 bit, lo standard del CD audio.<br \/>\nDi conseguenza, si misura la distanza dal massimo possibile, definito come 0 dB. Si guarda, cio\u00e8, quanto l&#8217;incisione ha saturato l&#8217;ampiezza disponibile e per quanto tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto, sono partite le misurazioni. Si \u00e8 scoperto che, nella seconda met\u00e0 degli &#8217;80, l&#8217;ampiezza media (RMS) dei dischi di pop music era intorno ai -15 dB, cio\u00e8 15 deciBel sotto il massimo possibile. Attualmente, invece, la media si \u00e8 alzata a valori he vanno da -12 a -9 dB, cio\u00e8 l&#8217;incisione \u00e8 molto pi\u00f9 saturata (pensate che una differenza di 6 dB equivale al doppio).<br \/>\nLe mie misurazioni confermano questa tendenza. Bisogna considerare che io non ho molti dischi recenti e che in ogni caso i miei gusti sono un po&#8217; particolari. Le cose pi\u00f9 normali che ho sono i King Crimson o Peter Gabriel, mentre servirebbero dischi da top 10.<br \/>\nComunque, posso aggiungere che, se effettivamente i dischi dei tardi anni &#8217;80 sono incisi a circa -15 dB di media, nei primi &#8217;80 eravamo a circa -19 e negli anni &#8217;70 (rimasterizzati) a -22 dB.<br \/>\nLa corsa al rialzo, quindi, non \u00e8 solo recente, ma esiste da sempre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos&#8217;\u00e8, \u00e8 semplice dirlo. Si tratta del modo di comprimere. In pratica l&#8217;incisione viene prima compressa, riducendo le differenze fra i piano e i forte, poi la media viene alzata per occupare la parte superiore del range di ampiezza. Adesso, con la registrazione a 24\/32 bit, si pu\u00f2 fare ancora meglio.<br \/>\nIn tal modo, il brano suona pi\u00f9 forte, pi\u00f9 grintoso, ma anche pi\u00f9 piatto, con meno differenze dinamiche.<br \/>\n\u00c8 pi\u00f9 difficile, invece, capire perch\u00e9 sia nata questa mania. Non dipende solo da un mutamento di genere. Stiamo parlando delle top 10, non del punk.<br \/>\nSembra dipendere, pi\u00f9 che altro, dal modo di fruire la musica. Oggi si ascolta in un modo diverso da 20\/30 anni fa. In macchina, in treno, mentre si corre, dal computer, etc. E cos\u00ec la musica deve competere con altri suoni. Forse.<\/p>\n<div class=\"related-posts\">\n<div id=\"related-posts-MRP_all\" class=\"related-posts-type\">\n<h3>RELATED:<\/h3>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/1786\">Differenza fra originale e MP3 128 kbps<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/153\">Evidentemente abbiamo un problema di deciBel<\/a><\/li>\n<\/ul><\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recentemente \u00e8 apparsa una lettera aperta di un executive dell&#8217;industria musicale che ha sollevato un caso. 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