{"id":1533,"date":"2009-04-18T02:59:36","date_gmt":"2009-04-18T00:59:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maurograziani.org\/wordpress\/?p=1533"},"modified":"2025-08-22T18:15:34","modified_gmt":"2025-08-22T16:15:34","slug":"tierkreis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/1533","title":{"rendered":"Tierkreis"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Tierkreis <\/em>(1974) \u00e8 una composizione unica nell&#8217;universo di Stockhausen perch\u00e9, da un lato fa un passo deciso verso una semplicit\u00e0 fino a quel momento sconosciuta nella sua produzione, mentre dall&#8217;altro \u00e8 collegata allo Stockhausen pi\u00f9 visionario e radicale, quello che si diceva in contatto diretto con il cosmo, arrivando fino a sostenere con decisione il proprio essere alieno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In origine si trattava di un ciclo di 12 melodie, con uno scarno sviluppo armonico, collegate ai segni zodiacali &#8211; il titolo si traduce, appunto, con Zodiaco &#8211; destinate ad incarnarsi in forma di carillon inclusi in una pi\u00e8ce teatrale chiamata <em>Musik im Bauch<\/em> e cos\u00ec uscirono all&#8217;epoca su LP DGG.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il loro ruolo, per\u00f2, non era destinato ad esaurirsi qui: esse acquistarono in breve una dignit\u00e0 di opera autonoma, da eseguirsi con un qualsiasi strumento melodico, a tastiera o combinazione dei due. La partitura prescrive che l&#8217;esecuzione inizi dal segno zodiacale di quel momento per proseguire seguendo l&#8217;ordine dello zodiaco fino a tornare al segno di partenza, con il vincolo che ogni melodia deve essere eseguita almeno da tre a quattro volte con variazioni e improvvisazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di conseguenza, ne furono create molte versioni, con formazioni anche diverse da quella prescritta, alcune per iniziativa di Stockhausen, ma altre sviluppate da vari gruppi di esecutori che spesso si prendono libert\u00e0 che travalicano le istruzioni del compositore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo modo <em>Tierkreis<\/em> ha assunto il carattere di opera semiaperta, passibile sia di interpretazione rigorosa, che utilizzabile come materiale da elaborare, al punto che le molte versioni hanno durate ben diverse, che vanno dai 12 ai 63 minuti. L&#8217;opera, comunque, mantiene sempre la sua impronta stockhauseniana anche perch\u00e9 le singole melodie pervadono la successiva produzione del compositore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stockhausen, infatti, le ha impiegate in altri lavori di ampia portata come l&#8217;intera sezione centrale di Sirius, un&#8217;opera per soprano, basso, tromba, clarinetto basso e otto canali di musica elettronica del 1975-77, in cui quattro messaggeri stellari giungono da Sirio per portare musica e pace agli uomini. In modo analogo, frammenti delle melodie di Tierkreis si ritrovano anche nella colossale <em>Licht<\/em>, una serie di opere, ciascuna dedicata a un giorno della settimana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 da dire, in effetti, che la struttura stessa delle melodie \u00e8 intimamente collegata al pensiero musicale di Stockhausen. Tanto per cominciare, ognuna di esse \u00e8 centrata intorno ad una nota diversa, perch\u00e9, se 12 \u00e8 il numero dei segni zodiacali, 12 \u00e8 anche il numero delle note nell&#8217;ottava. Cos\u00ec, la serie inizia dal LA per il Leone (il segno di Stockhausen), per passare al LA#\/SIb per la Vergine, SI per la Bilancia, DO per lo Scorpione, eccetera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre la loro velocit\u00e0 metronomica \u00e8 collegata alla nota di base rovesciando la frequenza di quest&#8217;ultima in durata, secondo l&#8217;idea dell&#8217;unit\u00e0 tempo\/altezza espressa da Karlheinz nel suo famoso saggio del 1957 &#8220;&#8230;Wie die Zeit vergeht &#8230;&#8221; (&#8230;come scorre il tempo&#8230;). In questo scritto teoretico, Stockhausen considera il fatto, ben noto alla fisica, che, essendo l&#8217;altezza data da una ripetizione ciclica dell&#8217;onda sonora, ad ogni nota pu\u00f2 essere associata una durata temporale pari all&#8217;inverso della sua frequenza. Di conseguenza, ogni fenomeno ciclico pu\u00f2 essere visto come una nota, pur se troppo bassa per essere udibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec <em>Tierkreis<\/em> diventa una nuova &#8220;Musica delle Sfere&#8221;, riproponendo un&#8217;unit\u00e0 che va dall&#8217;universo fino alla nota emessa da uno strumento musicale, vista come atto creatore in quanto metafora della vibrazione primordiale che pervade il cosmo.<\/p>\n<p>Qui in 3 versioni<\/p>\n<ul>\n<li>per pianoforte, flauto, sassofono<\/li>\n<li>Dynamis Ensemble: Birgit Nolte, flutes \u2013 Isabella Fabbri, saxophones \u2013 Candida Felici, piano<\/li>\n<\/ul>\n<p><span class=\"embed-youtube\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/dI9AAK8kIxw?version=3&amp;rel=1&amp;fs=1&amp;autohide=2&amp;showsearch=0&amp;showinfo=1&amp;iv_load_policy=1&amp;wmode=transparent\" width=\"584\" height=\"329\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/span><\/p>\n<ul>\n<li>per flauto e clarinetto<\/li>\n<li>duo 1010: Stephanie Bell, flutes \u2013 Liam Hockley, clarinets<\/li>\n<\/ul>\n<p><span class=\"embed-youtube\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Sqcz4MElNuU?version=3&amp;rel=1&amp;fs=1&amp;autohide=2&amp;showsearch=0&amp;showinfo=1&amp;iv_load_policy=1&amp;wmode=transparent\" width=\"584\" height=\"329\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/span><\/p>\n<ul>\n<li>per pianoforte e elettronica<\/li>\n<li><span class=\"yt-core-attributed-string yt-core-attributed-string--white-space-pre-wrap\" role=\"text\"><span class=\"yt-core-attributed-string--link-inherit-color\">Massimiliano Viel, piano and electronic<\/span><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span class=\"embed-youtube\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/G1Wl1ekHYKw?version=3&amp;rel=1&amp;fs=1&amp;autohide=2&amp;showsearch=0&amp;showinfo=1&amp;iv_load_policy=1&amp;wmode=transparent\" width=\"584\" height=\"329\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/span><\/p>\n<div class=\"related-posts\">\n<div id=\"related-posts-MRP_all\" class=\"related-posts-type\">\n<h3>RELATED:<\/h3>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/4947\">Stockhausen &#8211; Sounds in Space<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/4223\">Trans und so weiter<\/a><\/li>\n<\/ul><\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tierkreis (1974) \u00e8 una composizione unica nell&#8217;universo di Stockhausen perch\u00e9, da un lato fa un passo deciso verso una semplicit\u00e0 fino a quel momento sconosciuta nella sua produzione, mentre dall&#8217;altro \u00e8 collegata allo Stockhausen pi\u00f9 visionario e radicale, quello che &hellip; <a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/1533\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[210],"tags":[619],"class_list":["post-1533","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-strumentale-mus","tag-stockhausen"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1533"}],"collection":[{"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1533"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1533\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17888,"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1533\/revisions\/17888"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1533"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1533"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1533"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}