{"id":1554,"date":"2009-05-03T00:01:56","date_gmt":"2009-05-02T22:01:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maurograziani.org\/wordpress\/?p=1554"},"modified":"2025-08-22T18:13:30","modified_gmt":"2025-08-22T16:13:30","slug":"il-paradosso-di-feldman","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/1554","title":{"rendered":"Il paradosso di Feldman"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 5px 20px; float: right;\" src=\"http:\/\/brahms.ircam.fr\/media\/photo\/Feldman_braOK.jpg\" alt=\"feldman\" width=\"286\" height=\"392\" \/>&#8230;consiste nel fatto che un uomo corpulento, gioviale e ciarliero si metta a scrivere della musica ai limiti dell&#8217;udibile. In un secolo rumoroso come il nostro, Morton Feldman ha scelto di essere silenzioso e soffice come la neve.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Feldman inizi\u00f2 a comporre gi\u00e0 negli anni Quaranta, sebbene i suoi lavori giovanili (spesso marcati da una certa influenza di Alexander Scriabin) siano stilisticamente molto differenti da quello che avrebbe composto pi\u00f9 tardi, e che lo avrebbe reso universalmente noto per il suo linguaggio affatto personale, differente dalla maggior parte dei compositori a lui coevi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu dopo il suo incontro con John Cage che Feldman inizi\u00f2 a scrivere musica che non era correlata con le tecniche del passato, n\u00e9 con quelle in voga in quegli stessi anni (in particolare modo lo strutturalismo), utilizzando sistemi di notazione musicale non convenzionali (spesso basati su &#8220;griglie&#8221; o altri elementi grafici), delegando all&#8217;interprete (o al caso) la scelta di determinati parametri (talvolta Feldman determinava in partitura soltanto il timbro ed il registro, lasciando libera la scelta delle altezze all&#8217;esecutore, altre volte invece semplicemente specificando il numero di note che debbono essere suonate in determinati momenti, senza specificare quali).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quell&#8217;epoca segnata dal suo interesse nei confronti dell&#8217;alea, Feldman applic\u00f2 anche elementi derivati dal calcolo delle probabilit\u00e0 alle sue composizioni, traendo in questo senso ispirazione da certe opere di Cage come <em>Music of Changes<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire dalla met\u00e0 degli anni Cinquanta, e poi definitivamente dal 1967, per necessit\u00e0 di maggiore precisione nel controllo della sua musica, e per evitare che la particolare notazione venisse travisata come un invito all&#8217;improvvisazione, ritorn\u00f2 alla notazione musicale tradizionale. Per il suo frequente utilizzo di ripetizioni, fu spesso ritenuto un precursore del minimalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trov\u00f2 spesso ispirazione nel lavoro degli amici pittori legati all&#8217;espressionismo astratto, tanto che negli anni Settanta compose numerosi brani (spesso con durate attorno ai venti minuti) sotto questo specifico influsso (tra cui <em>Rothko Chapel<\/em> del 1971, brano scritto per l&#8217;omonimo edificio che ospita opere di Mark Rothko, che potete ascoltare nel video. I dipinti sono, appunto, opera di Mark Rothko, che si vede anche in persona alla fine del video. L&#8217;organico \u00e8 soprano, contralto, coro, viola, percussioni e celesta).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1977 compose la sua unica opera, <em>Neither<\/em>, su testo di Samuel Beckett.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire dalla fine degli anni Settanta inizi\u00f2 a produrre lavori molto lunghi (raramente pi\u00f9 brevi di mezz&#8217;ora, ed anzi spesso molto pi\u00f9 lunghi), generalmente composti da un movimento unico, dove la concezione della durata viene dilatata fin quasi a voler annullare la stessa percezione del tempo; questi lavori comprendono <em>Violin and String quartet<\/em> (1985, due ore circa), <em>For Philip Guston<\/em> (1984, quattro ore circa), fino all&#8217;estremo <em>String quartet II<\/em> del 1983, la cui durata supera abbondantemente le cinque ore (senza nessuna pausa). La sua prima esecuzione integrale fu data nel 1999 presso la Cooper Union di New York dal Flux Quartet, il quale ha pure registrato lo stesso brano nel 2003 (per una durata totale di 6 ore e 7 minuti). Com&#8217;\u00e8 tipico della sua tarda produzione, questo brano non presenta nessun cambiamento d&#8217;umore, rimanendo per la sua quasi totalit\u00e0 su dinamiche estremamente ridotte (piano o pianissimo); Feldman del resto negli ultimi anni ha dichiarato che i suoni di bassa intensit\u00e0 (quiet sounds) erano gli unici che lo interessavano.<br \/>\n[in parte da wikipedia]<\/p>\n<p>Morton Feldman \u2013 Neither, Opera in one act (1977)<br \/>\ntext by Samuel Beckett<br \/>\nSarah Aristidou, soprano<br \/>\nORF Radio-Symphonieorchester Wien<br \/>\nRoland Kluttig, conductor<\/p>\n<p><span class=\"embed-youtube\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/SaBNzE7a8r8?version=3&amp;rel=1&amp;fs=1&amp;autohide=2&amp;showsearch=0&amp;showinfo=1&amp;iv_load_policy=1&amp;wmode=transparent\" width=\"584\" height=\"329\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/span><\/p>\n<div class=\"related-posts\">\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8230;consiste nel fatto che un uomo corpulento, gioviale e ciarliero si metta a scrivere della musica ai limiti dell&#8217;udibile. 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