{"id":171,"date":"2006-10-10T00:55:38","date_gmt":"2006-10-09T22:55:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maurograziani.org\/wordpress\/?p=171"},"modified":"2025-08-22T18:15:32","modified_gmt":"2025-08-22T16:15:32","slug":"telefonare-e-pericoloso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/171","title":{"rendered":"Telefonare \u00e8 pericoloso"},"content":{"rendered":"<p>Ho il mal di gola e la febbre, quindi sono particolarmente caustico. La storia che vi racconto stasera <strong>non<\/strong> ha un lieto fine e ha qualche aspetto strano.<\/p>\n<p>Una notte d&#8217;aprile del 1996, un uomo usc\u00ec da una casa immersa in una tranquilla foresta nelle vicinanze del villaggio di Gechi-\u010cu, a una trentina di chilometri da Groznyj, in Cecenia.<br \/>\nQuell&#8217;uomo era D\u017eochar Dudaev, capo dell&#8217;esercito ceceno. L&#8217;uomo pi\u00f9 ricercato dell&#8217;intera Russia. Il Bin-Laden di Mosca.<br \/>\nCinquantadue anni, Dudaev era una figura eccezionale, per i suoi. Primo ceceno a raggiungere il grado di generale di divisione dell&#8217;esercito sovietico, aveva comandato una unit\u00e0 di bombardieri in Estonia fino al 1990. Rientrato in Cecenia, era entrato nelle file del movimento indipendendista e, nel 1993, aveva proclamato l&#8217;indipendenza del paese divenendone il primo presidente e un signore della guerra molto temuto. Sfuggito a numerosi attentati, per anni era sempre stato un passo avanti rispetto all&#8217;esercito russo, pur avendo una vita pubblica e concedendo interviste a tutti i corrispondenti stranieri.<br \/>\nDudaev cammin\u00f2 fino al centro della radura, portando con s\u00e8 il suo telefono satellitare Inmarsat. La telefonata che stava per fare era molto importante. La guerra, per i russi, stava andando male e Boris El&#8217;cin aveva lanciato un&#8217;iniziativa negoziale. Nonostante le assicurazioni, Dudaev non si fidava a incontrare i russi a Mosca o a Groznyj e intendeva condurre le trattative tramite intermediari, per telefono.<br \/>\nQuella notte, Dudaev si accingeva appunto a chiamare il suo mediatore, Konstantin Borovoij, parlamentare russo di tendenze liberali. Il telefono satellitare Inmarsat era ingombrante, ma gli permetteva di comunicare da qualsiasi luogo. Sviluppato per le comunicazioni marittime (Inmarsat = International Maritime Satellite), disponeva di una lunga antenna e di un proprio trasmettitore con cui agganciava direttamente il satellite che ritrasmetteva il segnale a terra, raggiungendo qualsiasi apparecchio.<br \/>\nDudaev piazz\u00f2 l&#8217;antenna e aspett\u00f2 che il sistema agganciasse il satellite. Poi form\u00f2 il numero. Mentre parlava, sent\u00ec il rumore di un aereo. Immediatamente dopo, due missili aria-terra colpirono la radura, diretti verso di lui, o meglio, verso il suo telefono. Uno cadde un po&#8217; pi\u00f9 avanti, l&#8217;altro esplose a pochi metri da lui.<br \/>\nSi dice che Dudaev mor\u00ec con una scheggia piantata in testa. Non si sono mai viste foto del suo cadavere.<\/p>\n<p>Se questo omicidio avvenisse oggi, non ci sarebbe niente di strano, ma nel 1996 gli attentatori di Dudaev dovettero dapprima usare un satellite di sorveglianza per identificare il segnale del suo telefono, poi collegarsi con un GPS per determinare la posizione del segnale. Poi allertare un aereo perch\u00e9 programmasse i missili in modo da usare come guida la frequenza del segnale e li lanciasse nella direzione corretta.<br \/>\nIl fatto strano \u00e8 che nel 1996 i russi non disponevano di una tale tecnologia.<\/p>\n<div class=\"related-posts\">\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho il mal di gola e la febbre, quindi sono particolarmente caustico. La storia che vi racconto stasera non ha un lieto fine e ha qualche aspetto strano. 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