{"id":1715,"date":"2009-08-15T01:48:53","date_gmt":"2009-08-14T23:48:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maurograziani.org\/wordpress\/?p=1715"},"modified":"2025-08-22T18:11:43","modified_gmt":"2025-08-22T16:11:43","slug":"a-carlo-scarpa-architetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/1715","title":{"rendered":"A Carlo Scarpa architetto&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Luigi Nono<br \/>\n<em>A Carlo Scarpa architetto, ai suoi infiniti possibili<\/em> (1984)<br \/>\nper orchestra a microintervalli.<br \/>\nSinfonieorchester des S\u00fcdwestfunks, Michael Gielen, direction.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Luigi Nono - A Carlo Scarpa architetto ai suoi infiniti possibili [w\/score]\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ywrcbFuOpfI\" width=\"700\" height=\"400\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><span style=\"display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;\" data-mce-type=\"bookmark\" class=\"mce_SELRES_start\">\ufeff<\/span><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Carlo Scarpa architetto, ai suoi infiniti possibili \u00e8 opera dell\u2019ultima vertiginosa stagione creativa del compositore veneziano, segnata dall\u2019assoluta libert\u00e0 formale, da un tessuto musicale fatto di lancinanti frammenti e importantissimi silenzi divarie sfumature, di anticipi e tensioni a quello che ancora mancao a quello che a fatica si ode. Dopo i trent\u2019anni di una splendida stagione creativa, dai contenuti umanissimi e politici, Nono approda all\u2019Unklangbar di Wittgenstein, alla violenza espressiva dell\u2019irresonabile (come pu\u00f2 tradursi il neologismo wittgensteiniano). Il compositore, anima autenticamente rivoluzionaria, intesse le sue partiture di pianissimo (sino a sette p!) contro la violenza non solo acustica del quotidiano contemporaneo ma anche contro la violenza di un passato musicale spesso sub\u00ecto, cerca un \u201cmondo lontanissimo e misterioso [\u2026] per sognare vari possibili futuri\u201d. Il lavoro compositivo \u00e8 sempre pi\u00f9 fatto con altri, che sia l\u2019Iperuranio di menti elevate che abitano gli studi, le letture e il lavor\u00eco intellettuale del compositore, che sia fisicamente il lavoro sperimentale fatto con i musicisti interpreti, ormai consustanziale all\u2019idea creativa: \u201cascoltare nel silenzio gli altri l\u2019altro\u201d. Il suono si carica del senso dell\u2019essere e la sua naturale evidenza, non piegata da ragioni formali, crea una condizione di tensione permanente sentita come l\u2019unica autenticamente umana. Evidentemente non c\u2019\u00e8 nulla di superfluo in questi luoghi sonori di arrischiata immaginazione. Se gi\u00e0 del Canto sospeso erano stati rilevati la concentrazione eloquente e il riserbo, le isole di suono dell\u2019ultima produzione, \u201cinfiniti colori-suoni-echi-spazi\u201d, sono le illuminazioni di un mistico. E Nono trova il motto del suo ultimo ciclo di lavori, \u201ccaminantes, no hay camino, hay que caminar\u201d a Toledo nel chiostro di un convento francescano del XVIII secolo.<br \/>\nIn A Carlo Scarpa risuona l\u2019utopia degli infiniti possibili, in perfetta consonanza col lavoro creativo dell\u2019architetto amico, che parimenti usava dello spazio come elemento compositivo. Una natura aristocraticamente artigianale, il genio per i dettagli tecnologici, la raffinata sensibilit\u00e0 materica e la tensione creativa verso spazi possibili (e impossibili) avvicinano Scarpa a Nono, che nell\u2019opera in memoria dell\u2019amico realizza i suoi frammenti su due sole note mosse da microintervalli di 1\/4, 1\/8 e 1\/16 di tono, sugli aloni e gli \u201cinfiniti colori-suoni-echi-spazi\u201d derivati\u00a0 da una impressionante gamma di dinamiche: \u201cMicrointervalli di altezza e di dinamica sono tecnicamente possibili evitando banali approssimazioni ed effetti inquinanti di ottave, articolando tecnica e qualit\u00e0 del suono, vari gradi di sua presenza-pensiero, varie gradualit\u00e0 possibili tante, tutte da poter ascoltare\u201d.<br \/>\nL\u2019orchestra \u00e8 attentamente pensata: mancano gli oboi e la tuba e sono rafforzati i flauti e i tromboni, il gruppo ascetico delle percussioni (campane, timpani e 7 triangoli di diversa altezza) \u00e8 come un\u2019orchestra Zhou (Cina 1075-221 a.C.) e gli archi senza secondi violini sono otto per sezione. Ne nasce un\u2019opera ieratica, di spazi cupi e sacri che potrebbero essere occupati da silenziosi e misteriosi rituali.<br \/>\nNon si pu\u00f2 tacere il nome di Scelsi parlando di un lavoro sulle variazioni microtonali di due unici suoni, e tutto sommato il nome di Scelsi getta luce sul percorso estremo di Nono legato a tante fascinazioni alchemiche, al confine del non poter dire \u2013 un processo che Cacciari, che cos\u00ec spesso ha trovato all\u2019ultimo Nono le<br \/>\nparole per dire, definisce kenotico, di svuotamento. Dunque anche Nono verso una riduzione che apre l\u2019ascolto di tempi e spazi inauditi; il ricercare luoghi sonori abitati da una tensione verso l\u2019infinito avvicina Nono a Scelsi, e a Scarpa, come Scelsi pi\u00f9 consapevole dell\u2019Oriente presente in tale percorso. Eppure per Nono, diversamente che per Scelsi, non si tratta di una liberazione dal mondo ma di una liberazione del mondo, dall\u2019imposizione che lo condanna al male dell\u2019insignificanza o alla meccanicit\u00e0 dell\u2019accadere, sognando un futuro concretamente possibile, come gli infiniti di Carlo Scarpa, per \u201cnon dire addio alla speranza\u201d.<br \/>\n[Luciana Galliano]<\/p>\n<div class=\"related-posts\">\n<div id=\"related-posts-MRP_all\" class=\"related-posts-type\">\n<h3>RELATED:<\/h3>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/617\">Sofferte Onde Serene<\/a><\/li>\n<\/ul><\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luigi Nono A Carlo Scarpa architetto, ai suoi infiniti possibili (1984) per orchestra a microintervalli. 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