{"id":1785,"date":"2009-10-03T02:33:48","date_gmt":"2009-10-03T00:33:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maurograziani.org\/wordpress\/?p=1785"},"modified":"2025-08-22T18:13:33","modified_gmt":"2025-08-22T16:13:33","slug":"la-fine-del-cd-ma-anche-degli-mp3-256","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/1785","title":{"rendered":"La fine del CD (ma anche degli MP3 < 256)"},"content":{"rendered":"<p>&#8230;almeno a casa mia.<\/p>\n<p>Dunque, stanco di avere la musica dispersa fra alcune migliaia di CD, altrettanti vinili e molti file su computer (tutti rigorosamente acquistati, CC o digitalizzati da dischi che possiedo), ho deciso di digitalizzare il tutto, metterlo su un HD in rete e utilizzare un vecchio portatile come jukebox (ovviamente con linux).<\/p>\n<p>Un gran lavoro che, per ora, ho fatto solo su un quarto circa dell&#8217;insieme, il che spiega anche la non assidua continuit\u00e0 dei post di settembre.<\/p>\n<p>Il sistema, alla fine, \u00e8 composto da un sistema RAID da 2 terabytes (di cui si usa solo una piccola parte) letti da un portatile di vecchia generazione (avr\u00e0 5 anni, monoprocessore da 2.8 GHz) su cui gira un Ubuntu Jaunty con scheda M-Audio, collegata a un micro mixer che va a due casse auto-amplificate Event ALP 5 oppure Yamaha HS80M.<\/p>\n<p>Come software uso Rhythmbox (sto provando anche Banshee). Il software si fa un database di tutto ci\u00f2 che \u00e8 audio e lo indicizza in base ai tag. Poi si possono selezionare i brani in base a autore, titolo e\/o genere. Inoltre il computer \u00e8 in rete, quindi si pu\u00f2 ascoltare qualunque cosa si trovi su internet, comprese radio, netlabel, podcast etc.<\/p>\n<p>Bene, considerando che la mia discoteca \u00e8 alquanto eterogenea e va da Luigi Nono fino ai Sex Pistol, sono stato colpito dalla bassa qualit\u00e0 degli MP3. Con casse di questo tipo, che comunque sono lontane dal top, gli MP3 a 128 kbps risultano fastidiosamente ed evidentemente privi delle frequenze alte, non solo con la musica classica, ma anche ascoltando i Rolling Stones. Perfino a 192, la differenza con l&#8217;originale si sente e per avere qualcosa di accettabile bisogna arrivare almeno a 256 kbps.<\/p>\n<p>Per quel che riguarda la musica classica, lo sapevo gi\u00e0, ma quello che mi ha colpito \u00e8 che il degrado \u00e8 sensibile anche con musica il cui punto di forza non \u00e8 certamente la pulizia e la chiarezza del suono (tipo Rolling Stones, appunto). Notate che, al di l\u00e0 delle buone casse, non ho una stanza particolarmente insonorizzata o similia. \u00c8 una stanza normale.<\/p>\n<p>In effetti, all&#8217;inizio pensavo di convertire in FLAC (compressione senza perdita) gli album pi\u00f9 raffinati e usare MP3 intorno ai 192 kbps, o meno, per il resto. Invece un po&#8217; di prove mi hanno convinto (direi quasi costretto) a usare MP3 solo a 320 oppure con bitrate variabile alla massima qualit\u00e0 per i gruppi un po&#8217; &#8220;rumorosi&#8221; e andare in FLAC per tutto il resto.<\/p>\n<p>L&#8217;effetto collaterale \u00e8 che non compro pi\u00f9 musica in MP3 inferiore a 256 kbps e solo se il prezzo \u00e8 basso. Altrimenti mi devono dare un file compresso ma senza perdita (FLAC, APE, LA).<\/p>\n<p>La massificazione dell&#8217;MP3 si traduce in una perdita della qualit\u00e0 appena conquistata con il passaggio al CD. Magari lo sapevamo gi\u00e0, ma vederlo e sentirlo \u00e8 un&#8217;altra cosa.<\/p>\n<div class=\"related-posts\">\n<div id=\"related-posts-MRP_all\" class=\"related-posts-type\">\n<h3>RELATED:<\/h3>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/4669\">The Ghost In The Mp3<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/1786\">Differenza fra originale e MP3 128 kbps<\/a><\/li>\n<\/ul><\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8230;almeno a casa mia. 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