{"id":2099,"date":"2010-07-11T17:47:55","date_gmt":"2010-07-11T15:47:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maurograziani.org\/wordpress\/?p=2099"},"modified":"2025-08-22T18:13:31","modified_gmt":"2025-08-22T16:13:31","slug":"in-caduta-libera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/2099","title":{"rendered":"In caduta libera"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Nota: mi rendo conto che, in questi ultimi tempi, vi sto parlando un po&#8217; poco di musica contemporanea e un po&#8217; pi\u00f9 di altre cose. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto ad una certa noia che sto provando nell&#8217;ascoltare parecchie produzioni recenti. Passer\u00e0. Nel frattempo vi passo qualche consiglio che vi sar\u00e0 di certo pi\u00f9 utile, considerato che molti di voi stanno per salire su un aereo.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.greenharbor.com\/fffolder\/ffresearch.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2100 alignleft\" style=\"float: left; margin-left: 20px; margin-right: 20px;\" title=\"fflogo2\" src=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-content\/fflogo2.jpg\" alt=\"Free fall\" width=\"96\" height=\"95\" \/><\/a>Dunque, se a un certo punto vi svegliate, o meglio, riprendete conoscenza con addosso una gran nausea, il cuore che va a mille, un grande freddo, la sensazione di non riuscire a respirare e vi rendete conto che state cadendo, <strong>rallegratevi<\/strong>: significa che siete sopravvissuti all&#8217;esplosione del vostro aereo.<br \/>\nProbabilmente vi trovate alla quota di circa 9000 metri e state per svenire per mancanza di ossigeno. Vi riprenderete a circa 5\/6000 metri, se siete fortunati anche pi\u00f9 in alto, quando l&#8217;atmosfera sar\u00e0 abbastanza ricca per mantenere un briciolo di coscienza e l&#8217;aria fredda vi risveglier\u00e0 senza troppa grazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui comincia la fase finale. State cadendo e la vostra destinazione finale \u00e8 il suolo. <strong>Se potete fare qualcosa per salvarvi, dovete farlo adesso.<\/strong> Non lasciatevi andare. Ci sono stati molti casi di cadute di questo tipo in cui il soggetto \u00e8 sopravvissuto ed anche piuttosto bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzitutto, una distinzione basilare:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify; list-style-type: lower-alpha;\" type=\"a\">\n<li>siete in caduta libera, solo;<\/li>\n<li>siete un wreckage rider, uno che cavalca rottami, ovvero mentre precipitate siete pi\u00f9 o meno connesso a parti dell&#8217;aereo.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione (b) \u00e8 la pi\u00f9 comune e di gran lunga la migliore. Se state cavalcando qualche rottame <strong>fate il possibile per non abbandonarlo<\/strong>. I rottami possono veleggiare nell&#8217;aria e offrire resistenza fino a ridurre la velocit\u00e0 a livelli accettabili. Inoltre offrono una certa protezione al momento dell&#8217;impatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se invece vi trovate nella situazione (a), non disperate. <strong>Il tempo gioca a vostro favore.<\/strong> Pensate che cadere da un grattacielo \u00e8 molto peggio: innanzitutto avete solo pochi secondi a disposizione e poi quasi certamente vi schianterete su qualcosa di duro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel caso della caduta libera il vostro nemico \u00e8 uno solo: l&#8217;accelerazione di gravit\u00e0. 9.8 metri al secondo per secondo, ovvero la vostra velocit\u00e0 aumenta di 9.8 m\/sec per ogni secondo di caduta. Se esistesse solo l&#8217;accelerazione di gravit\u00e0, precipitando da 10000 m, arrivereste al suolo a pi\u00f9 di 1500 km\/h.<br \/>\nFortunatamente avete due amici che sono in grado di limitare notevolmente la vostra velocit\u00e0 di caduta: la spinta di Archimede e l&#8217;attrito. La prima \u00e8 la stessa che fa s\u00ec che le navi possano galleggiare nonostante il loro peso. Un corpo immerso in un fluido riceve una spinta dal basso verso l&#8217;alto pari al peso del fluido spostato. L&#8217;aria \u00e8 come l&#8217;acqua, con l&#8217;unica differenza che il suo peso \u00e8 decisamente inferiore, perci\u00f2 anche la spinta verso l&#8217;alto che ricevete \u00e8 minore e non vi permette di galleggiare facendo il morto.<br \/>\nTuttavia, fare il morto \u00e8 un ottimo sistema per spostare pi\u00f9 aria e massimizzare la spinta di Archimede. Quindi <strong>assumete la posizione del paracadutista che veleggia nell&#8217;aria<\/strong>: braccia e gambe larghe e distese, testa alta e petto in fuori.<br \/>\nCos\u00ec facendo, esponete la massima superficie e sfruttate a dovere anche l&#8217;attrito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste due forze combinate costituiscono un freno molto potente, al punto che un corpo umano in caduta libera riesce a rallentare fino a circa 150 km\/h (per avere un&#8217;idea della loro potenza, considerate che varie fonti indicano in circa 250 km\/h la massima velocit\u00e0 che un corpo umano pu\u00f2 raggiungere se fa il possibile per accelerare, cio\u00e8 assume la posizione di massima aerodinamica). Sfruttate i vestiti: una giacca chiusa, ma larga, pu\u00f2 creare un ottimo effetto tunnel aiutandovi a veleggiare e aggiunge una componente laterale alla vostra velocit\u00e0, il che significa ridurre la componente verticale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E qui arriviamo all&#8217;ultimo atto: il suolo. L&#8217;impatto con il terreno \u00e8 rimandabile, ma inevitabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La consistenza del suolo \u00e8 un fattore determinante.<\/strong> Il miglior terreno su cui atterrare \u00e8 sicuramente la neve alta. Molte persone si sono salvate per questo, cadendo anche da altezze notevoli.<br \/>\nAl secondo posto sta il terreno paludoso e morbido. Nel 1995 una bambina colombiana di 9 anni \u00e8 sopravvissuta a una caduta da 9000 metri atterrando in una palude.<br \/>\nAnche gli alberi sono buoni, a patto di non finire impalati. L&#8217;ambiente migliore \u00e8 la giungla, soprattutto quella di tipo amazzonico, con alberi alti fino a 30 m e un fittissimo sottobosco, tale da costituire un ambiente a s\u00e9 stante. Ma anche le foreste di conifere non sono male perch\u00e9 le punte sono cedevoli.<br \/>\nInfine l&#8217;acqua. Terreno ingannevolmente amico perch\u00e9 non comprimibile. Cadere di piatto sull&#8217;acqua, a questa velocit\u00e0, \u00e8 come cadere sul cemento, con l&#8217;unica differenza che l&#8217;oceano non restituir\u00e0 i vostri frammenti. L&#8217;unico sistema \u00e8 entrare in acqua dritti come una freccia, con i piedi in avanti (punte in su e talloni in gi\u00f9), braccia distese in alto e mani unite, a proteggere la testa (non fate i tuffatori, \u00e8 imperativo proteggere la testa).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordate che, in caduta libera, <strong>voi siete il pilota e il vostro corpo \u00e8 l&#8217;aereo<\/strong>. I dati riportati dai paracadutisti indicano che lo spostamento laterale che si pu\u00f2 raggiungere senza tute apposite, \u00e8 di circa 2\/3 rispetto alla quota da cui si cade, quindi, cominciando a lavorare a circa 5000 m, potete spostarvi lateralmente per pi\u00f9 di 2 km.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, per quanto possibile, scegliete il terreno. Alla partenza, siate consapevoli della rotta del vostro aereo e quando, alla fine, l&#8217;aereo roller\u00e0 dolcemente sulla pista della vostra destinazione, pensate che ormai i voli commerciali sono molto sicuri e raramente avrete l&#8217;opportunit\u00e0 di mettere in pratica questi consigli, ma meglio conoscerli che ignorarli. In fondo, attualmente, il numero di incidenti catastrofici annuali nel mondo, per l&#8217;aviazione\u00a0 commerciale, \u00e8 dell&#8217;ordine di 25, cui corrisponde all&#8217;incirca un migliaio di vittime.<\/p>\n<hr style=\"width: 80%;\" \/>\n<p>Altre informazioni: <a href=\"http:\/\/www.greenharbor.com\/fffolder\/ffresearch.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">The Free Fall Research Page<\/a><\/p>\n<p>(or click the logo)<\/p>\n<div class=\"related-posts\">\n<div id=\"related-posts-MRP_all\" class=\"related-posts-type\">\n<h3>RELATED:<\/h3>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/3368\">Plane Finder<\/a><\/li>\n<\/ul><\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nota: mi rendo conto che, in questi ultimi tempi, vi sto parlando un po&#8217; poco di musica contemporanea e un po&#8217; pi\u00f9 di altre cose. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto ad una certa noia che sto provando nell&#8217;ascoltare parecchie produzioni recenti. 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