{"id":2130,"date":"2010-08-08T00:38:58","date_gmt":"2010-08-07T22:38:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maurograziani.org\/wordpress\/?p=2130"},"modified":"2025-08-22T18:14:33","modified_gmt":"2025-08-22T16:14:33","slug":"musicofilia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/2130","title":{"rendered":"Musicofilia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2131\" style=\"float: left; margin-left: 20px; margin-right: 20px;\" title=\"Oliver Sacks, Musicofilia\" src=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-content\/sacks.jpg\" alt=\"Oliver Sacks, Musicofilia\" width=\"127\" height=\"200\" \/>Il libro di <a href=\"http:\/\/www.oliversacks.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Oliver Sacks<\/a>, <em>Musicofilia<\/em> (Adelphi Ed., 2008-2009), \u00e8 una miniera di aneddoti e considerazioni sulle pi\u00f9 disparate affezioni che coinvolgono la percezione e l&#8217;apprezzamento della musica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Neurologo e psichiatra, ma anche membro onorario dell&#8217;Institute for Music and Neurologic Function, che ha contribuito a fondare, Sacks ha avuto fra i suoi pazienti parecchi musicisti e si \u00e8 ritrovato a trattare molti casi di distorsione percettiva relativamente poco comuni e decisamente complessi, alcuni dei quali vengono descritti in questo libro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, fra un caso di epilessia musicogena (crisi epilettiche indotte dalla musica che colpiscono un critico: giusta nemesi <img src=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-includes\/images\/smilies\/mrgreen.png\" alt=\":mrgreen:\" class=\"wp-smiley\" style=\"height: 1em; max-height: 1em;\" \/> ), uno di amusia cocleare (deviazione nella percezione dell&#8217;altezza dei suoni che affligge un compositore: idem) e il sorprendente capitolo dedicato a un medico che, dopo essere stato colpito da un fulmine, sviluppa un insaziabile desiderio di ascoltare musica per pianoforte, suonare e perfino comporre, si passano ore piacevoli a riflettere sulla complessit\u00e0 di quel sistema percettivo il cui funzionamento \u00e8 in massima parte determinato dalla comunicazione bilaterale orecchie -&gt; cervello che alla fine d\u00e0 vita al fenomeno musicale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fenomeno, peraltro, ancora poco indagato e compreso, soprattutto se si confronta con quanto, invece, conosciamo della percezione visiva. Fenomeno che \u00e8 stato sempre sottovalutato, a partire dallo stesso Darwin che ne era palesemente sconcertato, tanto da scrivere nell&#8217;Origine dell&#8217;uomo, che<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giacch\u00e9 n\u00e9 il piacere legato alla produzione di note musicali, n\u00e9 la capacit\u00e0 [di produrle] sono facolt\u00e0 che abbiano il bench\u00e9 minimo utile diretto per l&#8217;uomo &#8230; devono essere collocate fra le pi\u00f9 misteriose di cui egli \u00e8 dotato.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 una vecchia storia questa dell&#8217;inutilit\u00e0 della musica d&#8217;ascolto, avvalorata dal fatto che presso molte trib\u00f9 &#8220;primitive&#8221; che pure dedicano alla musica varie ore al giorno, il concetto di musica nemmeno esiste (se si chiede a uno di loro che cosa stia facendo, si ottiene una risposta tipo &#8220;batto il tamburo per propiziare la caccia&#8221;).<br \/>\nUna storia diffusa al punto da contagiare anche uno scrittore e scienziato come Arthur Clarke, visto che perfino gli alieni venuti a salvarci da noi stessi, i Superni de <em>Le Guide del Tramonto<\/em>, sono del tutto insensibili alla produzione di suoni svincolati da una funzione.<br \/>\nUna credenza che, fortunatamente, viene lentamente demolita da studi come quelli di Steven Mithen, il quale, nel suo <em>Canto degli Antenati<\/em> (<em>The Singing Neanderthal<\/em>, di cui <a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/1726\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">abbiamo gi\u00e0 parlato<\/a>), ipotizza che la musica e il linguaggio abbiano un&#8217;origine comune e che una caratteristica della mente neandertaliana fosse proprio una combinazione di proto-musica e proto-linguaggio (Mithen chiama questa sorta di linguaggio cantato fatto di significati, ma senza singole parole cos\u00ec come noi le intendiamo, HMMMM che sta per holistic-mimetical-musical-multi-modal).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E tuttavia, se \u00e8 difficile spiegarne l&#8217;origine, non c&#8217;\u00e8 niente di strano al pensiero di produrre qualcosa per puro piacere estetico e\/o intellettuale, attivit\u00e0 che, peraltro, non \u00e8 ad esclusivo appannaggio delle civilt\u00e0 tecnologicamente avanzate. Spesso e giustamente si dice che l&#8217;arte si pu\u00f2 fare solo quando i bisogni primari (principalmente l&#8217;assillo del cibo) sono soddisfatti, sottintendendo che soltanto una civilt\u00e0 progredita possa permettersela.<br \/>\nSi dimentica, per\u00f2, che molte delle societ\u00e0 cosiddette primitive, se lasciate indisturbate, sono ben integrate nel proprio ambiente e tutt&#8217;altro che assillate da problemi vitali. Ricordo di aver letto uno studio dedicato agli aborigeni (di cui purtroppo ora non riesco a ritrovare gli estremi; non sono a casa e mi connetto con una miserabile chiavetta a tempo limitato), in cui si calcolava che ogni membro adulto del villaggio lavorasse (caccia, raccolta, preparazione del cibo, manutenzione varia, etc) fra le 12 e le 18 ore settimanali (l&#8217;orario di un insegnante). Il resto del tempo trascorre in attivit\u00e0 di svago che comprendono anche il cantare insieme, che da loro \u00e8 descritto come <em>&#8220;raccontare storie&#8221;<\/em> <span style=\"font-size: 14pt;\">\ud83d\ude0e<\/span> .<\/p>\n<div class=\"related-posts\">\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il libro di Oliver Sacks, Musicofilia (Adelphi Ed., 2008-2009), \u00e8 una miniera di aneddoti e considerazioni sulle pi\u00f9 disparate affezioni che coinvolgono la percezione e l&#8217;apprezzamento della musica. 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