{"id":2176,"date":"2010-09-13T21:40:22","date_gmt":"2010-09-13T19:40:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maurograziani.org\/wordpress\/?p=2176"},"modified":"2025-08-22T18:13:02","modified_gmt":"2025-08-22T16:13:02","slug":"frodi-musicali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/2176","title":{"rendered":"Frodi Musicali"},"content":{"rendered":"<p>Dopo la discussione, peraltro molto interessante e per me, fruttuosa, sulla paternit\u00e0 delle opere di Scelsi, ho cercato un po&#8217; per vedere se potessero esistere altri casi paragonabili.<\/p>\n<p>Quando ho cominciato pensavo che in musica non esistessero molte situazioni del genere, almeno in tempi recenti (nell&#8217;antichit\u00e0 chiss\u00e0 cosa pu\u00f2 essere successo), a meno di non scendere nel campo della musica di consumo nel senso stretto del termine dove \u00e8 risaputo che gli individui che si presentano in pubblico suonano sempre in playback e sono solo dei front-men perch\u00e9 in realt\u00e0 gli esecutori sono altri (tipicamente dei session men).<\/p>\n<p>Nella musica classica, a mio ricordo, c&#8217;erano solo due casi di una certa importanza, ma entrambi riguardavano esecutori, non compositori, ed entrambi erano delle frodi consapevoli (mi riferisco al caso Joyce Hatto e a quello Schwarzkopf &#8211; Flagstad, con alcune note sostituite in una incisione).  Invece \u00e8 bastato cercare un po&#8217; per trovarne parecchi:<\/p>\n<p>Henri Casadesus (1879 &#8211; 1947) era violista ed editore musicale, fratello di Marius che a sua volta era lo zio del famoso pianista Robert Casadesus e prozio di Jean Casadesus. Egli fond\u00f2 la <em>Soci\u00e9t\u00e9 des Instruments Anciens<\/em> con Camille Saint-Sa\u00ebns nel 1901. La societ\u00e0, che oper\u00f2 tra il 1901 ed il 1939, fu un quintetto di esecutori che suonavano strumenti antichi come la viola da gamba o la viola d&#8217;amore.<\/p>\n<p>Il quintetto di dedic\u00f2 alla riscoperta di opere di musicisti del passato non pi\u00f9 eseguite da secoli. Si scopr\u00ec poi, che diversi pezzi attribuiti a famosi musicisti del passato, erano invece delle loro composizioni. L&#8217;Ad\u00e9la\u00efde Concerto, da loro attribuito a Wolfgang Amadeus Mozart, era stato scritto da Marius Casadesus.<\/p>\n<p>Sembra invece che Henri fosse il compositore del &#8220;Concerto in re maggiore per Viola&#8221; attribuito a Carl Philipp Emmanuel Bach, descritto da Rachel W. Wade nell&#8217;appendice B del suo Keyboard Concertos of Carl Philipp Emmanuel Bach. Questo concerto apparve nel 1911 in una edizione russa, presumibilmente &#8220;trascritta&#8230;per piccola orchestra da Maximilian Steinberg,&#8221; e venne poi eseguita da direttori come Darius Milhaud e Serge Koussevitsky, e registata da Felix Prohaska e Eugene Ormandy. Nel 1981, Wade scrisse: &#8220;al giorno d&#8217;oggi, il pi\u00f9 eseguito concerto di C.P.E. Bach non \u00e8 stato scritto la lui.&#8221;<\/p>\n<p>Henri \u00e8 anche accreditato di un concerto di Handel e di un concerto di J.C. Bach, entrambi per viola. Questi ultimi vengono oggi adoperati nell&#8217;insegnamento del metodo suzuki per la viola, e vengono detti &#8220;The Handel\/Casadesus Concerto&#8221; e &#8220;The J.C. Bach\/Casadesus Concerto&#8221;.<\/p>\n<p>Si passa, poi a Gaspar Cassad\u00f2 (1897 &#8211; 1966), violoncellista e compositore spagnolo, ricordato perch\u00e9 alcune parti del suo Concerto per violoncello in RE min. e della Suite per Cello solo erano in realt\u00e0 trascrizioni o rielaborazioni di brani altrui (Ravel, Kodaly), ma questo \u00e8 un peccato veniale. Cassad\u00f2 ha scritto molte trascrizioni e variazioni su opere altrui in modo non fraudolento. Tuttavia si \u00e8 attribuito anche molti brani scritti <em>alla maniera di&#8230;<\/em> che forse lo sono un po&#8217; troppo.<\/p>\n<p>Fran\u00e7ois-Joseph F\u00e9tis (1784 &#8211; 1871) \u00e8 stato un musicologo, compositore e docente belga. Autore di parecchi &#8220;scherzi&#8221; (non nel senso della forma musicale), scrisse un concerto per liuto, peraltro eseguito anche da Sor, attribuendolo a Valentin Strobel.<\/p>\n<p>Ma quello che ha fatto il colpo pi\u00f9 grosso \u00e8 senz&#8217;altro il musicologo italiano Remo Giazotto (1910 &#8211; 1998) che fu un famoso esperto di Albinoni, al punto tale da scrivere e attribuirgli il celeberrimo Adagio in SOL minore, noto, appunto, come Adagio di Albinoni.<\/p>\n<p>Giazotto dichiar\u00f2 di essersi limitato a &#8220;ricostruire&#8221; l&#8217;Adagio sulla base di una serie di frammenti di Tomaso Albinoni che sarebbero stati ritrovati tra le macerie della biblioteca di Stato di Dresda &#8211; l&#8217;unica biblioteca a possedere partiture autografe albinoniane &#8211; in seguito al bombardamento della citt\u00e0 avvenuto durante la seconda guerra mondiale. I frammenti sarebbero stati parte di un movimento lento di sonata (o di concerto) in sol minore per archi e organo.<\/p>\n<p>In verit\u00e0, a partire dal 1998, anno della morte di Remo Giazotto, l&#8217;Adagio \u00e8 emerso essere una composizione interamente originale di quest&#8217;ultimo, giacch\u00e9 nessun frammento o registrazione \u00e8 stato mai trovato in possesso della Biblioteca Nazionale Sassone.<\/p>\n<p>Secondo wikipedia, Giazotto \u00e8 fortemente contestato dagli odierni studiosi di musica barocca, perch\u00e9 pi\u00f9 volte accusato di aver prodotto dei veri e propri falsi, specie in ambito vivaldiano.<\/p>\n<div class=\"related-posts\">\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo la discussione, peraltro molto interessante e per me, fruttuosa, sulla paternit\u00e0 delle opere di Scelsi, ho cercato un po&#8217; per vedere se potessero esistere altri casi paragonabili. 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