{"id":2226,"date":"2010-10-10T13:51:29","date_gmt":"2010-10-10T11:51:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maurograziani.org\/wordpress\/?p=2226"},"modified":"2025-08-22T18:16:11","modified_gmt":"2025-08-22T16:16:11","slug":"vger","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/2226","title":{"rendered":"V&#8217;ger"},"content":{"rendered":"<p>Mauro Graziani &#8211; V&#8217;ger (2009), acusmatico.<\/p>\n<p>Questo brano \u00e8 stato composto per l&#8217;anno internazionale dell&#8217;astronomia (2009) e per il convegno &#8220;Musica e Astronomia&#8221; organizzato dal Conservatorio Bonporti di Trento e Riva del Garda.<\/p>\n<p>V&#8217;ger (pron. Vyger) \u00e8 il nome che, nel primo film tratto dal serial Star Trek, i Borg danno a una fittizia sonda intelligente Voyager 6, lanciata dalla Terra e da loro recuperata dopo una serie complessa di peregrinazioni nello spazio esterno. Il tutto si rif\u00e0 alle vere sonde Voyager 1 e 2, lanciate alla fine degli anni &#8217;70 e destinate a perdersi nello spazio interstellare, dopo una serie di passaggi intorno ai pianeti esterni da cui ci hanno inviato non solo splendide immagini, ma anche suoni.<br \/>\nPer chi si chiedesse come sia possibile trovare dei suoni nel vuoto dello spazio, puntualizziamo che non si tratta di rumori udibili da orecchie umane, ma di vibrazioni rilevabili solo dalla strumentazione posta sulle sonde e derivano, ad esempio, dall&#8217;interazione del vento solare con la magnetosfera del pianeta, che rilascia particelle ioniche con una frequenza di vibrazione che ricade dell&#8217;estensione udibile, oppure sono radio-frequenza generate dai campi magnetici del pianeta e delle sue lune e in questo caso \u00e8 stato necessario abbassarle di parecchie ottave per renderle udibili.<br \/>\nPer realizzare V&#8217;ger, di cui, per esigenze organizzative, viene presentato un &#8220;condensato&#8221;, i suddetti suoni sono stati analizzati e risintetizzati per renderli utilizzabili musicalmente, perch\u00e9 nella realt\u00e0 la loro evoluzione si svolge in tempi circadiani (ore, a volte giorni). Questi suoni, poi, sono stati strutturati in &#8220;accordi&#8221; in base alle distanze medie dei pianeti dal sole, mentre la loro evoluzione \u00e8 governata dalla legge di Newton (la gravitazione).<\/p>\n<p>V&#8217;ger onora i viaggi dei due Voyager che, guidati solo dalla gravitazione, hanno percorso miliardi di kilometri e oggi sono gli oggetti pi\u00f9 lontani che l&#8217;uomo abbia mai costruito (Voyager 1 si trovava a 16.560.484.000 km dalla Terra nell&#8217;Agosto 2009).<br \/>\nIo ho avuto il mio primo telescopio quando ero alle medie. Per chi, come me, gi\u00e0 da bambino era solito passare qualche notte a scrutare il cielo ed era convinto che, nel 2000, avrebbe potuto farsi una vacanza su Marte come un semplice turista, l&#8217;avvento del terzo millennio \u00e8 stata una vera delusione. Niente auto volanti. Niente androidi intelligenti che ci sostituiscono nel lavoro. Niente basi sulla Luna e su Marte. Uno skifo. A parte la musica, le missioni come quelle dei Voyager e delle sonde che li hanno seguiti sono le uniche cose che mi danno la percezione di una frontiera.<\/p>\n<p>V&#8217;ger \u00e8 stato composto utilizzando il software di composizione assistita AlGen, creato dal sottoscritto e sintetizzato in 4 canali tramite Csound.<\/p>\n<p>La documentazione in forma estesa del brano <a href=\"http:\/\/www.maurograziani.org\/sound_pages\/vyger\/Graziani_Vyger.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">si trova qui<\/a>.<\/p>\n<p>Mauro Graziani &#8211; <a href=\"http:\/\/www.maurograziani.org\/sound_pages\/vyger\/sounds\/vyger.m3u\">V&#8217;ger (2009)<\/a>, acusmatico (riduzione stereo dell&#8217;originale quadrifonico)<\/p>\n<p>Stereogramma (click to enlarge)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.maurograziani.org\/sound_pages\/vyger\/images\/vyger_spectrum.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.maurograziani.org\/sound_pages\/vyger\/images\/vyger_spectrum.jpg\" alt=\"V'ger stereogramma\" width=\"550\" height=\"247\" \/><\/a><\/p>\n<div class=\"related-posts\">\n<div id=\"related-posts-MRP_all\" class=\"related-posts-type\">\n<h3>RELATED:<\/h3>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/4836\">Suoni misteriosi dalla stratosfera<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/4708\">The Man who was Spock<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/4163\">NASA Sounds<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/3993\">Il canto della cometa<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/3932\">Space Oddity nello spazio (davvero)<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/3354\">Stardust<\/a><\/li>\n<\/ul><\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mauro Graziani &#8211; V&#8217;ger (2009), acusmatico. 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