{"id":2310,"date":"2011-01-04T23:45:06","date_gmt":"2011-01-04T22:45:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maurograziani.org\/wordpress\/?p=2310"},"modified":"2025-08-22T18:13:32","modified_gmt":"2025-08-22T16:13:32","slug":"kreuzspiel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/2310","title":{"rendered":"Kreuzspiel"},"content":{"rendered":"<p>Stockhausen \u00e8 stato uno dei principali esponenti di quella scuola di Darmstadt che, nell&#8217;immediato dopoguerra, proponeva il serialismo integrale come tecnica organizzativa musicale storicamente necessaria. Nello stesso tempo, per\u00f2. \u00e8 stato uno dei primi a staccarsene, se non a livello programmatico, almeno come dato di fatto compositivo.<\/p>\n<p>Per lui, il problema maggiore insito nel serialismo integrale e nel puntillismo \u00e8 la staticit\u00e0. \u00c8 evidente, infatti, che la dispersione dei parametri attuata con questa tecnica implica l&#8217;assenza pressoch\u00e9 totale di evoluzione: se per ogni nota, durata e dinamica si deve seguire una serie che forza all&#8217;utilizzo di tutti i valori prima di una qualsiasi ripetizione, \u00e8 evidente che il brano risultante difficilmente potr\u00e0 avere una evoluzione interna, ma sar\u00e0 solo la rappresentazione della sua organizzazione.<\/p>\n<p>Questo fatto, in s\u00e9, non \u00e8 necessariamente un male e non \u00e8 nemmeno un effetto collaterale imprevisto. Il serialismo, infatti, nega l&#8217;evoluzione interna per contrapporsi all&#8217;estetica romantica e post-romantica in cui i brani hanno uno sviluppo drammatico, cio\u00e8 cercano di far compiere all&#8217;ascoltatore un percorso emozionale, cosa che \u00e8 considerata superata da Webern e dai suoi seguaci. Per questi ultimi, infatti, la musica deve rappresentare soltanto s\u00e9 stessa e il proprio modello organizzativo. La cosa non \u00e8 nuova: questa idea \u00e8 comune anche a molta musica pre-romantica, basti pensare all&#8217;Arte della Fuga.<\/p>\n<p>L&#8217;assenza di sviluppo, tuttavia, per Stockhausen \u00e8 un problema e gi\u00e0 nei suoi primi lavori escogita dei metodi spesso ingegnosi per aggirarlo, pur continuando a utilizzare la tecnica seriale. Per poterlo fare, deve agire su quei pochi parametri che non sono coinvolti nell&#8217;ossessione organizzativa integrale il pi\u00f9 evidente dei quali \u00e8 il registro in cui le note appaiono.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-content\/kreuzspiel_schema.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"float: right; margin: 5px 20px;\" src=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-content\/kreuzspiel_schema.jpg\" alt=\"schema\" width=\"300\" height=\"276\" \/><\/a>Per esempio, in <em>Kreuzspiel<\/em>, per oboe, clarinetto basso, pianoforte, 3 percussionisti (1951), lo sviluppo \u00e8 confinato alla dimensione dell&#8217;ottava, ma esiste. All&#8217;inizio del brano (in realt\u00e0 da batt. 14 in quanto il processo \u00e8 preceduto da una breve introduzione), 6 note della serie appaiono nelle ottave superiori e le altre 6 in quelle inferiori; le ottave centrali sono vuote.<\/p>\n<p>Nel corso delle prime 6 esposizioni della serie (corrispondenti alle prime 6 righe del quadrato di permutazione), molte note cambiano registro e si infiltrano nelle ottave centrali, un processo che viene reso pi\u00f9 evidente anche dall&#8217;aumentato uso dei legni rispetto al pianoforte (l&#8217;idea iniziale era di impiegare voci femminile e maschile), fino al punto in cui, alla fine della 6a riga del quadrato di permutazione, tutte le ottave sono riempite in modo uniforme.<\/p>\n<p>Poi, con le 6 righe seguenti, le note si ritirano nuovamente verso i registri estremi, ma effettuando un incrocio tale per cui le note che all&#8217;inizio si trovavano nel registro acuto finiscono in quello grave e viceversa. Questo processo \u00e8 evidente all&#8217;ascolto e, se si considera che d\u00e0 anche il titolo al pezzo, si pu\u00f2 immaginare quale sia la sua importanza per il compositore.<\/p>\n<p>Il lettore interessato pu\u00f2 cliccare sull&#8217;immagine a destra ed esaminare lo schema dell&#8217;intero processo.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Kreuzspiel \u2013 Stockhausen\" width=\"584\" height=\"329\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/tImv2Oxls58?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<div class=\"related-posts\">\n<div id=\"related-posts-MRP_all\" class=\"related-posts-type\">\n<h3>RELATED:<\/h3>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/4947\">Stockhausen &#8211; Sounds in Space<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/4223\">Trans und so weiter<\/a><\/li>\n<\/ul><\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stockhausen \u00e8 stato uno dei principali esponenti di quella scuola di Darmstadt che, nell&#8217;immediato dopoguerra, proponeva il serialismo integrale come tecnica organizzativa musicale storicamente necessaria. 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