{"id":247,"date":"2006-11-07T03:23:46","date_gmt":"2006-11-07T02:23:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maurograziani.org\/wordpress\/?p=247"},"modified":"2025-11-10T18:21:49","modified_gmt":"2025-11-10T17:21:49","slug":"la-musica-dei-krhaangh-pt-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/247","title":{"rendered":"La Musica dei Krhaangh, Pt. 1"},"content":{"rendered":"<p><em>Ci giunge questo contributo dal Dott. HakNam Auroma, esomusicologo affiliato all&#8217;Istituto di Esobiologia dello Spazio Profondo e attualmente distaccato sull&#8217;Enterprise. Volentieri pubblichiamo (in pi\u00f9 parti perch\u00e9 \u00e8 lungo e la traduzione \u00e8 in corso).<\/em><\/p>\n<p>I Krhaangh sono esseri chitinosi.<br \/>\nQuesti individui insettiformi sono tenuti insieme da un esoscheletro con apposite superfici di risonanza. Non avendo alcun organo vibrante interno n\u00e9 alcuna possibilit\u00e0 di soffiare aria, i Krhaangh non sono in grado di produrre suoni continui. Tutto il loro universo sonoro \u00e8 percussivo.<br \/>\nNaturalmente anche il loro linguaggio \u00e8 formato da suoni percussivi. Come negli umani, infatti, lo stesso organo serve sia per il linguaggio che per la musica. Cos\u00ec, per capire le basi della musica dei Krhaangh, cominciamo con l&#8217;esaminare il loro linguaggio.<\/p>\n<p><strong>Le basi del linguaggio Krhaanergh<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;evoluzione agisce con principi simili in tutti i luoghi. Con il progredire della specie verso quella che chiamiamo intelligenza, si manifesta la necessit\u00e0 di una comunicazione via via sempre pi\u00f9 complessa.<br \/>\nNei Krhaangh, questa esigenza ha condotto allo sviluppo di cavit\u00e0 risonanti formate da una membrana chitinosa curva e di uno spazio sottostante perennemente riempito di aria.<br \/>\nLo spessore della membrana non \u00e8 costante, ma \u00e8 pi\u00f9 spesso verso i bordi e pi\u00f9 sottile nella parte centrale. In tal modo, la sua percussione in diversi punti produce altezze diverse, pi\u00f9 basse e sorde verso i bordi, pi\u00f9 alte e vibranti al centro.<br \/>\nI Krhaangh percuotono tale membrana con le 3+3 dita ungulate con cui termina il secondo paio di braccia di cui sono dotati.<br \/>\nLa cosa interessante \u00e8 che, data la normale differenza di dimensioni fra i vari individui, anche le membrane risonanti sono di dimensioni diverse, il che significa che le altezze prodotte non sono le stesse per tutti gli individui. La cosa, in s\u00e9, non sorprende. Accade lo stesso anche negli esseri umani: generalmente la voce \u00e8 pi\u00f9 alta nelle femmine rispetto ai maschi e ancora pi\u00f9 alta nei bambini.<br \/>\nQuesto significa soltanto che, nella comunicazione degli esseri umani, l&#8217;altezza non \u00e8 importante. Infatti possiamo dire una parola con voce bassa o in falsetto e la capiamo sempre.<\/p>\n<p>La spiegazione \u00e8 che, per noi, l&#8217;essenza della comprensione non \u00e8 nelle altezze, ma nella successione di diversi suoni, cio\u00e8 nelle differenze timbriche.<br \/>\nCi\u00f2 che \u00e8 sorprendente, invece, \u00e8 che, nei Krhaangh, l&#8217;essenza della comprensione sta proprio nelle altezze. Ma non nelle singole altezze, bens\u00ec nella loro successione, cio\u00e8 nel profilo melodico.<br \/>\nFacciamo un esempio. Chiamiamo:<br \/>\nA un suono alto<br \/>\nM un suono di altezza media<br \/>\nB un suono basso<br \/>\nRicordate che si tratta sempre di suoni percussivi di durata molto breve, come nel caso di un piccolo tamburo o di un tavolo di legno. La membrana chitinosa \u00e8 piuttosto rigida.<br \/>\nSe ora produciamo la successione AMB, cio\u00e8 alto &#8211; medio &#8211; basso, un po&#8217; come una terzina a metronomo 80 (ma la velocit\u00e0 non \u00e8 veramente importante), otteniamo la parola Krhaanergh che significa &#8220;io&#8221;, &#8220;me stesso&#8221;.<br \/>\nSe invece produciamo la successione ABM, alto &#8211; basso &#8211; medio, abbiamo l&#8217;espressione che significa &#8220;tu&#8221;.<br \/>\nPer la distinzione, non \u00e8 importante quali note siano A, M e B, ma la loro successione: l&#8217;insieme nota iniziale &#8211; nota pi\u00f9 bassa &#8211; ancora pi\u00f9 bassa, significa &#8220;io&#8221; quali che siano le tre note, cos\u00ec come l&#8217;insieme nota iniziale &#8211; nota pi\u00f9 bassa &#8211; nota pi\u00f9 alta significa &#8220;tu&#8221; indipendentemente dalle note.<br \/>\nIn effetti, parlando in termini un po&#8217; pi\u00f9 musicali, la parola &#8220;io&#8221; pu\u00f2 essere codificata come &#8220;* &#8211; -&#8221; (asterisco meno meno) che significa &#8220;una nota qualsiasi, una pi\u00f9 bassa, una ancora pi\u00f9 bassa&#8221;. Nello stesso modo, &#8220;tu&#8221; si codifica &#8220;* &#8211; +&#8221;.<br \/>\nDi conseguenza, che suoniate Do4, Sol3, Do3 oppure Mi5, Fa#4, Fa3, un Krhaangh capir\u00e0 sempre &#8220;io&#8221; perch\u00e9 per lui la cosa importante \u00e8 l&#8217;andamento melodico (al massimo penser\u00e0 che la vostra pronuncia \u00e8 schifosa).<br \/>\nTranne alcuni casi minori, la ripetizione di una altezza non esiste. In una singola parola, l&#8217;intervallo fra un suono e il successivo non \u00e8 mai l&#8217;unisono; va sempre su o gi\u00f9 e i Krhaangh sono sensibili solo alla direzione dell&#8217;intervallo, non alla sua ampiezza.<br \/>\nUna frase Krhaanergh, quindi, \u00e8 formata da una serie di gruppetti, ognuno dei quali \u00e8 una parola, separati fra loro da una piccola pausa. L&#8217;aspetto ritmico e la velocit\u00e0 non sono importanti, a condizione che il &#8220;discorso&#8221; sia sufficientemente continuo e che i gruppetti siano chiaramente separati fra loro.<\/p>\n<p>Dopo questo assaggio di grammatica Krhaanergh, ricordando che ogni gruppetto di percussioni \u00e8 interpretato come una singola parola o un concetto, \u00e8 importante capire quante siano le altezze utilizzate, per avere un&#8217;idea dell&#8217;estensione del loro dizionario.<br \/>\nInnanzitutto, l&#8217;entit\u00e0 minima \u00e8 formata da 3 suoni. Le combinazioni di 2 suoni sono rare e vengono interpretate come delle interiezioni tipo ah, oh, beh o cose del genere (in realt\u00e0 sono solo 2: * + e * -).<br \/>\nFanno eccezione il segnale di assenso (s\u00ec: 2 suoni uguali, alti e veloci) e il diniego secco (no) che, pur essendo formato da 3 suoni bassi, \u00e8 eseguito in modo cos\u00ec rapido da sembrare (a noi) un solo evento sonoro.<br \/>\nCollegato con l&#8217;assenso \u00e8 anche un segnale singolo, alto, ripetuto pi\u00f9 volte mentre l&#8217;interlocutore sta &#8220;parlando&#8221;, il cui significato \u00e8 &#8220;capisco&#8221;, &#8220;ti seguo&#8221;, un po&#8217; come quando noi emettiamo il caratteristico &#8220;mm mh&#8221; durante il discorso di un altra persona.<br \/>\nQuesti sono gli unici casi di ripetizione della stessa altezza.<\/p>\n<p>Finora, dall&#8217;analisi delle registrazioni da noi effettuate, il gruppetto pi\u00f9 lungo risulta essere di 12 suoni, cos\u00ec come 12 \u00e8 il massimo numero di altezze utilizzate (\u00e8 il caso di una parola formata solo da intervalli ascendenti o discendenti). Notate che il numero 12 \u00e8 coerente con il numero delle dita presenti negli arti usati per la comunicazione (3+3). In realt\u00e0 siamo noi ad avere un numero di altezze strano rispetto alle nostre dita.<br \/>\nL&#8217;estensione di queste 12 altezze \u00e8 di circa 2 ottave, cio\u00e8 l&#8217;estensione che la membrana \u00e8 in grado di produrre.<br \/>\nDato che per i Krhaangh, l&#8217;unica cosa conta \u00e8 la successione degli intervalli intesi solamente come ascendente o discendente, ne consegue che il loro dizionario \u00e8 formato da 8188 parole di base (2<sup>12<\/sup>+2<sup>11<\/sup>+2<sup>10<\/sup>+2<sup>9<\/sup>+2<sup>8<\/sup>+2<sup>7<\/sup>+2<sup>6<\/sup>+2<sup>5<\/sup>+2<sup>4<\/sup>+2<sup>3<\/sup>).<br \/>\nQuesto numero non \u00e8 elevato, se confrontato al nostro dizionario di circa 300.000 parole, ma, a quanto ci risulta, i Krhaangh possono esprimere concetti complessi con l&#8217;accostamento di pi\u00f9 parole (un po&#8217; come cinesi e giapponesi riescono a esprimere tutte le sfumature linguistiche accostando alcuni dei loro 5000 ideogrammi).<br \/>\nAbbiamo anche notato, per\u00f2, che l&#8217;estensione del vocabolario non \u00e8 uniforme. Le classi sociali pi\u00f9 basse fanno &#8220;discorsi&#8221; meno complessi. Non possiamo ancora dirlo con certezza, ma potrebbero utilizzare solo 11 suoni, disponendo cos\u00ec di sole 4092 parole base (le analisi sono ancora in corso). La cosa \u00e8 coerente con il fatto che i piccoli accrescono gradualmente il numero di suoni utilizzati (come del resto fanno i nostri).<br \/>\nIl fatto che ci siano queste differenze, tuttavia, ci porta anche a chiederci se esistano individui che sono in grado di utilizzare gruppetti ancora pi\u00f9 complessi. Attualmente, non abbiamo nessuna prova certa di aver contattato le massime intellighenzie di questa colonia, quindi non possiamo escludere che esista qualche individuo in grado di farlo.<br \/>\nIn effetti, come vedremo, la loro musica raggiunge livelli di complessit\u00e0 anche superiori.<\/p>\n<div class=\"related-posts\">\n<div id=\"related-posts-MRP_all\" class=\"related-posts-type\">\n<h3>RELATED:<\/h3>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/3457\">Linguaggi fischiati<\/a><\/li>\n<\/ul><\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci giunge questo contributo dal Dott. HakNam Auroma, esomusicologo affiliato all&#8217;Istituto di Esobiologia dello Spazio Profondo e attualmente distaccato sull&#8217;Enterprise. Volentieri pubblichiamo (in pi\u00f9 parti perch\u00e9 \u00e8 lungo e la traduzione \u00e8 in corso). I Krhaangh sono esseri chitinosi. 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