{"id":270,"date":"2006-11-15T00:01:37","date_gmt":"2006-11-14T23:01:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maurograziani.org\/wordpress\/?p=270"},"modified":"2025-08-22T18:14:35","modified_gmt":"2025-08-22T16:14:35","slug":"pierrot","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/270","title":{"rendered":"Pierrot"},"content":{"rendered":"<p><strong>Sch\u00f6nberg &#8211; Pierrot Lunaire op. 21 (1912)<\/strong><br \/>\n<em>per voce, pianoforte, flauto (ottavino), clarinetto (clarinetto basso), violino (viola), violoncello.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Composta nel 1912 \u00e8 forse l&#8217;opera pi\u00f9 famosa di Schoenberg, per la novit\u00e0 degli impasti timbrici, per la sua carica espressiva, per la sua particolare tecnica vocale.<br \/>\nBasandosi su 21 poesie del simbolista belga Albert Giraud (1884), nella traduzione tedesca di Otto Eric Hartleben, divise in 3 gruppi di 7, l&#8217;immagine romantica di Pierrot, eroe malinconico e triste, \u00e8 deformata in smorfie, proiettata in immagini ora grottesche, ora ironiche, in visioni allucinate, grazie alla vocalit\u00e0 estraniata dello sprechgesang e alle straordinarie invenzioni strumentali che lo accompagnano.<br \/>\nIn quest&#8217;opera, la voce utilizza per la prima volta la tecnica dello Sprechgesang (o Sprechstimme), che non \u00e8 n\u00e9 canto intonato, n\u00e9 &#8220;recitar cantando&#8221;. Nella prefazione alla partitura, che far\u00e0 testo, il compositore fissa rigorosamente le norme dell&#8217;interpretazione. La voce deve osservare rigorosamente la notazione ritmica portando la parola a toccare la nota, ma mai a fissarla, facendo oscillare l&#8217;intonazione in un continuo crescendo e diminuendo e collegandosi con un sensibile portamento alla sillaba seguente<br \/>\nL&#8217;orchestrazione \u00e8 la pi\u00f9 varia e rutilante di invenzioni. Soltanto in 6 dei 21 brani il gruppo strumentale entra al completo a creare un complesso tessuto polifonico intorno alla voce, mentre negli altri gli strumenti intervengono a gruppi di 2, 3 o 4 e nel settimo pezzo, La luna malata, \u00e8 un flauto solo che contrappunta la voce.<br \/>\nDal punto di vista compositivo, Schoenberg sperimenta con grande libert\u00e0 e variet\u00e0. Alcuni pezzi (per es. il No 13) hanno una continuit\u00e0 amorfa, quasi un stream of consciousness. Altri, come il No 8, si basano su piccole cellule generative. Altri ancora impiegano ostinati, altri, canoni.<br \/>\nIl brano No 18, Der Mondfleck, esibisce una polifonia incredibilmente intricata. E&#8217; quasi una fuga a tre voci, la cui forma \u00e8 a tratti oscurata dall&#8217;incrociarsi di altre parti e da occasionali note supplementari. Il clarinetto e l&#8217;ottavino formano canoni in diminuzione rispetto alle prime due voci. Un terzo canone, indipendente dagli altri \u00e8 creato da violino e violoncello. A met\u00e0 del brano, l&#8217;ottavino e il clarinetto, che procedono a velocit\u00e0 doppia rispetto alla voce principale, arrivano alla fine del canone e quindi invertono il loro moto formando canoni retrogradi in diminuzione.<br \/>\nIl disegno polifonico, caratterizzato soprattutto da intervalli di 7a e 9a, d\u00e0 vita a complessi e sottili rapporti cromatici creando un&#8217;atmosfera tagliente che ben si lega alle immagini allucinate del testo tedesco di Hartleben, ben superiore all&#8217;originale un po&#8217; dolciastro ed estetizzante di Giraud.<\/p>\n<p>Clicca l&#8217;immagine per ingrandire.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-content\/S-op21-18.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"border: 0px solid; width: 500px; height: 677px;\" src=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-content\/S-op21-18.jpg\" alt=\"partitura\" width=\"713\" height=\"966\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ascolta Der Mondfleck<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Schoenberg Pierrot Lunaire Op. 21. 18. Der Mondfleck. Partitura. Interpretaci\u00f3n.\" width=\"584\" height=\"438\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/NhjwgD-c260?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<div class=\"related-posts\">\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sch\u00f6nberg &#8211; Pierrot Lunaire op. 21 (1912) per voce, pianoforte, flauto (ottavino), clarinetto (clarinetto basso), violino (viola), violoncello. 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