{"id":28,"date":"2006-05-11T01:49:25","date_gmt":"2006-05-10T23:49:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maurograziani.org\/wordpress\/?p=28"},"modified":"2025-08-22T18:13:58","modified_gmt":"2025-08-22T16:13:58","slug":"ma-siamo-pazzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/28","title":{"rendered":"Ma siamo pazzi!?"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Att.ne: il post \u00e8 del 2006<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p>Probabilmente la risposta ovvia e immediata \u00e8 s\u00ec. Ma quello che mi sconvolge \u00e8 come certe cose, che a me appaiono pazzesche, passino come assoluta normalit\u00e0.<br \/>\nQuesta notizia \u00e8 apparsa recentemente su Punto Informatico:<\/p>\n<p><em>i danni provocati dai pirati delle suonerie ammonterebbero a 2,6 miliardi di euro. Sistemi DRM interoperabili, questa la risposta delle major. Il dato si riferisce soltanto ai paesi dell&#8217;Unione Europea, dove il commercio di canzoni e videoclip per cellulare \u00e8 particolarmente diffuso ed apprezzato tra i pi\u00f9 giovani.<\/em><\/p>\n<p>Allora, vediamo di capire. Questi tizi si inventano un affare: vendere suonerie ai ragazzini. L&#8217;affare non \u00e8 banale. In Italia, per esempio, le suonerie rappresentano il 69% del mercato digitale. In Giappone ancora di pi\u00f9.<br \/>\nNota bene: le suonerie vengono vendute su internet <strong>a &#8220;soli&#8221; (sic) \u20ac 2 cadauna.<\/strong><br \/>\nOra, al sottoscritto, 2 euro per una musichetta non originale che dura da 5 a 20 secondi prima di entrare in un loop infinito, fanno venire in mente solo 3 parole: <strong>furto, ladrocinio, grassazione<\/strong>.<br \/>\nCalcolate che 10 suonerie, cio\u00e8 circa 200 secondi di musica, costano come un CD (il cui prezzo mi sembra pure esorbitante). Magari prima o poi salter\u00e0 fuori anche un Mozart delle suonerie, anche se, finch\u00e9 continuano a riproporre gli hit del momento, mi sembra difficile.<br \/>\nOvviamente i ragazzini sono squattrinati. Probailmente i genitori si incazzano (almeno spero) se cominciano a spendere \u20ac 20 in suonerie. Gli stessi ragazzini sono anche abbastanza abili con il computer o almeno parecchi fra loro lo sono. Quanto pensate che impieghino per trovare il modo di scambiarsele?<br \/>\nPer quanto ne capisco, il casus belli mi sembra proprio questo, perch\u00e9 non ho mai visto organizzazioni pirata che vendono suonerie agli angoli della strada.<br \/>\nBene. A questo punto, le major gridano allo scandalo: 2.6 miliardi di euro sfumati in pirateria! Servono sistemi di protezione!<br \/>\nCalma. Qualche considerazione.<br \/>\nChi scrive, quando era pi\u00f9 giovane, ha scritto del software musicale regolarmente distribuito sul mercato. Ricordo bene che, al momento di fissare il prezzo con il distributore, si teneva conto anche del tempo medio di sblocco della protezione. In pratica i calcoli erano: pi\u00f9 copie vendiamo, pi\u00f9 allettante diventa il cracking del software. Quindi stimiamo che dopo x copie, le vendite caleranno del k%. A questo punto dovremo far uscire una nuova versione con nuove features e nuova protezione. Nel determinare il prezzo di vendita, si teneva conto anche di queste cose e ovviamente il prezzo saliva un po&#8217;.<br \/>\nUna considerazione di questo tipo mi sembra l&#8217;unica che possa giustificare un prezzo di 2 o 3 euro per una suoneria. I venditori sanno che ogni pezzo venduto passa a tutta la classe e fissano un prezzo di conseguenza.<br \/>\nMa ancora peggio, questa storia mi ricorda tanto quella dei coloni americani che arrivavano in un territorio in cui fino a quel momento scorrazzavano solo bisonti e indiani, tiravano su quattro staccionate e si mettevano a vendere coperte e alcool agli indiani in cambio di pelliccie. Naturalmente, prima o poi, gli indiani li derubavano per cui i coloni chiamavano l&#8217;esercito. Ma, maledizione, se tu vai nel Bronx ben vestito e con i soldi che ti cadono dalla tasche, \u00e8 matematico che prima o poi qualcuno ti rapini. Magari la polizia verr\u00e0 anche a raccattarti, ma probabilmente te ne dir\u00e0 quattro.<br \/>\nPer analogia, mi sembra che tutti questi non si siano accorti che qualcosa \u00e8 cambiato (ma ovviamente fanno solo finta di non vedere). Le informazioni codificate con tecnologie digitali sono facilmente duplicabili e questo \u00e8 un fatto.<br \/>\nNotate che sono stati proprio loro a spingere per la rivoluzione del CD, contando anche sul fatto che, come \u00e8 effettivamente accaduto, avrebbero rivenduto, nella nuova versione CD, milioni di copie di dischi vecchi ormai privi di un mercato significativo. Vi rendete conto di quante persone si sono ricomprate in CD vecchi dischi che gi\u00e0 possedevano in vinile a cifre che vanno da 15 a 20 euro? E vi rendete conto che questi CD, essendo remastering di materiale vecchio, non hanno spese di incisione, produzione, pubblicit\u00e0?<br \/>\nCon questo non voglio dire che ognuno possa copiare quello che vuole, ma a mio avviso dobbiamo guardare dentro ben bene a questa faccenda perch\u00e9 si tratta anche di capire chi siano i veri pirati.<br \/>\nOk. Questo era uno sfogo e io, in questo periodo, sono particolarmente incazzoso, ma il discorso continuer\u00e0.<\/p>\n<div class=\"related-posts\">\n<div id=\"related-posts-MRP_all\" class=\"related-posts-type\">\n<h3>RELATED:<\/h3>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/4300\">Suonerie minimaliste<\/a><\/li>\n<\/ul><\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Att.ne: il post \u00e8 del 2006 Probabilmente la risposta ovvia e immediata \u00e8 s\u00ec. Ma quello che mi sconvolge \u00e8 come certe cose, che a me appaiono pazzesche, passino come assoluta normalit\u00e0. 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