{"id":293,"date":"2006-11-20T00:05:14","date_gmt":"2006-11-19T23:05:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maurograziani.org\/wordpress\/?p=293"},"modified":"2025-08-22T18:13:58","modified_gmt":"2025-08-22T16:13:58","slug":"maderna-elettronico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/293","title":{"rendered":"Maderna Elettronico"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">A differenza delle scuole tedesca e francese, la politica dello Studio di Fonologia della RAI di Milano, fondato nel 1955, \u00e8 stata sempre improntata all&#8217;empirismo e al lasciare i compositori liberi di ricercare in qualsiasi direzione puittosto che conformarsi a delle dichiarazioni di principio. Maderna e Berio, i primi a lavorarvi, coadiuvati dal tecnico Marino Zuccheri, si accostano a queste nuove tecniche senza determinismi e idee preconcette circa la loro organizzazione confrontandosi con il materiale. Pi\u00f9 tardi, nel 1960, a loro si aggiunse Nono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sensibilit\u00e0 musicale di Maderna ottiene subito dei risultati con Notturno (1956), un&#8217;opera quasi sussurrata, da ascoltare in pianissimo e Continuo (1958). Di quest&#8217;ultimo brano esistono pochi appunti di Maderna che lo descrive come un pezzo avente alla base un unico suono che passa attraverso 22 stadi di lenta e graduale trasformazione, senza soluzione di continuit\u00e0. Secondo la testimonianza di Marino Zuccheri, per\u00f2, quell&#8217;unico suono non sarebbe sintetico, bens\u00ec una nota del flauto di Gazzelloni.<br \/>\nIl risultato, per l&#8217;epoca, \u00e8 affascinante in ogni caso perch\u00e9 qui si lascia che sia il materiale a evolversi e a dettare le proprie regole. Il sonogramma approssimato che potete vedere \u00e8 di Giordano Montecchi, che ha svolto un&#8217;attenta analisi su questo brano pubblicata nei Quaderni della Civica Scuola di Musica, num. 21-22, 1992, Milano (click immagine per ingrandire).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-content\/maderna-continuo-192.mp3\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ascolta Continuo<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-content\/maderna1.jpg\"> <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-content\/maderna1.jpg\" alt=\"continuo\" width=\"500\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;ultima considerazione riguarda lo Studio di Fonologia della RAI di Milano, che ha chiuso per obsolescenza nel 1983. Lo Stato Italiano lo ha fondato e cos\u00ec lo ha lasciato, senza mai aggiornarlo. Gi\u00e0 da molti anni non vi lavorava pi\u00f9 nessuno.<br \/>\nUna struttura che ha svolto un ruolo importantissimo nella sperimentazione sonora degli anni &#8217;50 e presso la quale hanno lavorato musicisti come Bruno Maderna, Luciano Berio, Luigi Nono, John Cage, Henri Pousseur, Vladimir Ussachevsky, Franco Donatoni e molti altri e che, di conseguenza, si era costruita una reputazione nell&#8217;ambiente musicale mondiale \u00e8 andata buttata solo per mancata volont\u00e0, non certo per costi. Tutto ci\u00f2 getta una luce ancora pi\u00f9 sinistra sulla totale assenza dimostrata in tempi recenti dalle istituzioni italiane per quanto riguarda la sperimentazione sonora.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-content\/maderna-continuo-192.mp3\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ascolta Continuo<\/a>.<\/p>\n<div class=\"related-posts\">\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A differenza delle scuole tedesca e francese, la politica dello Studio di Fonologia della RAI di Milano, fondato nel 1955, \u00e8 stata sempre improntata all&#8217;empirismo e al lasciare i compositori liberi di ricercare in qualsiasi direzione puittosto che conformarsi a &hellip; <a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/293\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[209],"tags":[612],"class_list":["post-293","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-elettroacustica-mus","tag-maderna"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/293"}],"collection":[{"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=293"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/293\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18717,"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/293\/revisions\/18717"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=293"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=293"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=293"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}