{"id":2953,"date":"2012-08-12T18:25:35","date_gmt":"2012-08-12T16:25:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maurograziani.org\/wordpress\/?p=2953"},"modified":"2025-08-22T18:15:04","modified_gmt":"2025-08-22T16:15:04","slug":"steve-jobs-by-walter-isaacson","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/2953","title":{"rendered":"Steve Jobs by Walter Isaacson"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-2954\" style=\"float: right; margin: 10px 20px;\" title=\"Steve_Jobs_by_Walter_Isaacson\" src=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-content\/Steve_Jobs_by_Walter_Isaacson.png\" alt=\"Steve_Jobs_by_Walter_Isaacson\" width=\"223\" height=\"226\" \/>Se a qualcuno piacciono la tecnologia <span style=\"text-decoration: underline;\">e<\/span> le biografie, quella di Steve Jobs scritta da Walter Isaacson \u00e8 un\u2019ottima lettura. L\u2019ho trovata in un supermarket e mi sono deciso a comprarla perch\u00e9, leggendo le note di copertina, mi \u00e8 sembrata abbastanza obiettiva, cio\u00e8 anche critica e non solo osannante (non \u00e8 che non ami Jobs; quello che non mi piace \u00e8 l&#8217;atteggiamento di adorazione acritica che molti manifestano nei suoi confronti).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Walter Isaacson \u00e8 un ex caporedattore di Time, CEO di CNN, oggi direttore dell&#8217;Aspen Institute. Ha scritto biografie di Kissinger, Benjamin Franklin ed Einstein. \u00c8 una persona con le spalle abbastanza larghe da non farsi condizionare da chicchessia e va a merito di Jobs l&#8217;averlo invitato a scrivere la sua biografia autorizzata senza interferire nella stesura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il libro si legge facilmente ed \u00e8 privo di strafalcioni tecnologici significativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Isaacson tratteggia senza sconti la personalit\u00e0 complessa di Jobs: un genio per quanto riguarda la definizione degli aspetti estetico\/funzionali dei prodotti Apple e sufficientemente carismatico da spingere i suoi collaboratori a realizzare cose fino a quel momento ritenute impossibili, ma anche un egocentrico che divideva il mondo soltanto in due categorie, fantastico e merda, spesso brutale con chi gli stava intorno, capace anche di appropriarsi delle idee altrui e riproporle come proprie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua ricerca estrema e quasi furiosa della semplicit\u00e0 sia nel design che nella funzionalit\u00e0 dell\u2019oggetto, lo avvicina al Bauhaus, con la differenza che, per Jobs, il detto \u201cform follows function\u201d si rovescia nel suo esatto opposto. Spesso, infatti, alcune caratteristiche funzionali dei sistemi Apple sono state determinate dall\u2019estetica scelta da Jobs per qualche dispositivo. In tal modo si rovescia il normale processo di progettazione. Di solito, infatti, prima vengono gli ingegneri che decidono quali componenti devono far parte della macchina e poi arrivano i designer che hanno il compito di rinchiuderli in un involucro accattivante (e spesso, nel caso del computer, si limitano a un involucro qualsiasi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019approccio di Jobs, invece, ha posto ai progettisti delle sfide che li hanno costretti a innovare. In genere, non si ha la percezione di quanto sia difficile cambiare la forma di un computer. Per esempio, il solo fatto di volere gli spigoli molto arrotondati provoca un bel problema di progettazione perch\u00e9 i produttori di schede e chip lavorano solo con elementi rettangolari. In teoria un chip rotondo si potrebbe fare, a patto, per\u00f2, di cambiare l\u2019intera catena di produzione, dal software che sistema i collegamenti fino ai robot che saldano i chip sulla piastra. In pratica \u00e8 impossibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di conseguenza, l\u2019arrotondamento degli involucri con il taglio degli angoli produce spazio sprecato, a meno di inventare una disposizione diversa degli elementi all\u2019interno dell\u2019involucro, cosa che risulta pi\u00f9 semplice se si usano elementi pi\u00f9 piccoli, che, per\u00f2, hanno un costo maggiore, il che spiega, in parte, il prezzo eccessivo rispetto alle prestazioni delle macchine Apple.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli effetti di questo modo di procedere sono risultati a volte decisamente innovativi, ma, in altre occasioni, si sono rivelati tali da compromettere alcune funzionalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un esempio del primo tipo \u00e8 lo sfondo bianco dell\u2019interfaccia del Macintosh, conseguenza del fatto che Jobs voleva che fosse WYSIWYG: what you see is what you get (quello che vedi \u00e8 quello che ottieni), quindi, se il documento in stampa sarebbe risultato nero su bianco, anche sullo schermo doveva essere cos\u00ec. Questa idea aveva fatto imbestialire non poco i tecnici perch\u00e9 il tradizionale sfondo nero (a fosfori spenti) era pi\u00f9 semplice da progettare ed evitava che il tremolio dei fosfori fosse visibile. Lo sfondo bianco, invece, costringeva a ricorrere a monitor di qualit\u00e0 superiore, pi\u00f9 costosi. Oggi tutti siamo abituati a questa situazione ed anche i display hanno fatto un salto di qualit\u00e0 non da poco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un esempio del secondo caso \u00e8 il maledetto lettore CD dell\u2019iMac. Jobs si arrabbi\u00f2 moltissimo quando vide che il progettista aveva inserito nella macchina un lettore a cassettino invece che uno a fessura come era suo desiderio e gli impose di cambiarlo. Il punto \u00e8 che a quell\u2019epoca, i CD player non erano ancora in grado di masterizzare, ma solo di leggere. Il progettista, per\u00f2, sapeva che a breve sarebbero stati disponibili anche i primi masterizzatori e che, per alcuni anni, sarebbero stati prodotti solo in versione a cassettino e avvis\u00f2 Jobs che non volle scostarsi dalla sua idea. Per questa ragione gli acquirenti dell\u2019iMac non hanno potuto beneficiare di un salto tecnologico e per vari anni sono stati costretti ad acquistare un masterizzatore a parte, mentre tutte le altre macchine nascevano dotate di masterizzatore di serie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro esempio molto pi\u00f9 recente \u00e8 l\u2019antenna-gate dell\u2019iPhone 4. Sebbene la volont\u00e0 ferrea di Jobs fosse in grado di spingere i tecnici a fare miracoli, non c\u2019\u00e8 alcuna possibilit\u00e0 di contrastare il fatto che il metallo non \u00e8 un materiale ideale da piazzare vicino ad una antenna: a dispetto dei desideri di Jobs e del suo designer di fiducia, le onde elettromagnetiche si ostinano a fluire <span style=\"text-decoration: underline;\">sul<\/span> metallo piuttosto che attraverso di esso con la conseguenza che un involucro metallico attorno a un telefono scherma sia la ricezione che la trasmissione (\u00e8 la cosiddetta gabbia di Faraday). In origine, l\u2019iPhone avrebbe dovuto avere una corona di plastica per permettere al segnale di fluire, ma la visione estetica di Jobs richiedeva una corona metallica. I tecnici fecero l\u2019impossibile per utilizzare il metallo come estensione dell\u2019antenna creando una discontinuit\u00e0 nella corona di acciaio che circondava l\u2019apparecchio, ma come risult\u00f2 chiaro da subito, se un dito sudato interrompeva tale fessura, la linea crollava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 giusto rilevare, per\u00f2, che i successi del metodo Jobs sono stati di gran lunga maggiori rispetto agli insuccessi e che la sua capacit\u00e0 innovativa ha realmente cambiato il modo in cui la massa percepisce la tecnologia. Dico \u201cla massa\u201d perch\u00e9 le creazioni Apple sono rivolte principalmente a coloro che utilizzano i sistemi digitali per l\u2019ordinaria amministrazione, non a coloro che fanno un uso spinto della tecnologia. Prova ne \u00e8 il fatto che le macchine high-end disegnate da Jobs sia in Apple che fuori, non hanno mai avuto grande successo. Non l\u2019ha avuto il Lisa, non l\u2019ha avuto il NeXT e non l\u2019ha avuto il Power Mac G4 Cube che, nonostante sia finito esposto al Museum of Modern Art di New York, non ha impressionato i professionisti, poco disposti a spendere il doppio del normale per avere una scultura sulla loro scrivania. La presenza massiccia di Apple in alcuni centri di ricerca, come, nel mio campo, l\u2019IRCAM, dipende pi\u00f9 che altro da oculate politiche di vendita e sponsorizzazione che altro (leggi: sconti e regali).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il problema maggiore di Apple, quello che ne ha frenato la diffusione fra gli addetti ai lavori, in realt\u00e0 non \u00e8 il prezzo, ma l\u2019estrema chiusura dei loro sistemi. Nonostante la pubblicit\u00e0 tenti sempre di accreditare un\u2019immagine creativa, i sistemi di Jobs sono sempre stati pi\u00f9 diretti alla fruizione di contenuti che alla loro creazione e per volont\u00e0 espressa dell\u2019azienda, non esiste una pluralit\u00e0 di fornitori, il che significa che, sia che si abbia bisogno di un particolare componente hardware, di una certa applicazione o solo di una riparazione, bisogna sempre rivolgersi a una e una sola azienda e accettare le sue condizioni. A partire dal primo Mac, questa \u00e8 stata la politica aziendale propugnata da Jobs. Quando in Apple si sono accorti che erano nati dei servizi di riparazione dell\u2019iPhone gestiti da terze parti, l\u2019azienda ha persino modificato le viti per impedire che qualcun altro fosse in grado di aprirlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrare in Apple, in pratica, significa consegnare la propria attivit\u00e0 e i propri dati a una singola azienda senza potersi rivolgere a qualcun altro nel caso di disaccordi con la politica aziendale. \u00c8 un po\u2019 come acquistare una bellissima automobile di marca ZZZ (che proprio per questo costa il doppio di un auto normale) e scoprire, per\u00f2, che gli unici che possono ripararla sono i centri ZZZ (che la tengono via 20 giorni e ti fanno pagare un occhio), che puoi fare benzina solo nei distributori approvati da ZZZ e che rende il massimo solo sulle strade consigliate da ZZZ.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Detto cos\u00ec, sembra solo un fatto economico, ma non lo \u00e8. \u00c8 una di quelle cose che riguarda la libert\u00e0 di tutti, anche se pochi ne sono toccati direttamente. Il fatto \u00e8 che, sul mio computer, voglio mettere il sistema che voglio, farci girare i programmi che voglio e anche scriverne qualcuno, visto che so come fare, e magari venderlo o regalarlo e questo, in Apple, non \u00e8 semplicemente possibile.<\/p>\n<div class=\"related-posts\">\n<div id=\"related-posts-MRP_all\" class=\"related-posts-type\">\n<h3>RELATED:<\/h3>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/2497\">Stay Hungry, Stay Foolish<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/2388\">Come al solito ci spiano<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/1703\">Tanto per ribadire&#8230;<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/1218\">c.v.d.<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/1129\">Le cose cambiano<\/a><\/li>\n<\/ul><\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se a qualcuno piacciono la tecnologia e le biografie, quella di Steve Jobs scritta da Walter Isaacson \u00e8 un\u2019ottima lettura. 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