{"id":3177,"date":"2012-10-29T00:26:02","date_gmt":"2012-10-28T22:26:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maurograziani.org\/wordpress\/?p=3177"},"modified":"2025-08-22T18:15:04","modified_gmt":"2025-08-22T16:15:04","slug":"steinway-vs-bosendorfer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/3177","title":{"rendered":"Steinway vs B\u00f6sendorfer?"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;idea pu\u00f2 sembrare un po&#8217; idiota, ma ha una certa valenza, almeno per la tipologia musicale in questione.<\/p>\n<p>Stessa pianista (Kimiko Ishizaka), stessa tourn\u00e9e (WTC World Tour 2012), stesso brano (la Fuga in Sib maggiore BWV 866 dal Clavicembalo Ben Temperato di J.S. Bach), stesso microfono, ma due sale diverse e due pianoforti diversi: uno Steinway e un B\u00f6sendorfer di livello comparabile., due strumenti i cui fans si sono stupidamente scannati per anni e continuano a farlo.<\/p>\n<p>Il microfono (lo stesso), nel caso dello Steinway \u00e8 piazzato sulla destra, rivolto verso lo specchio, a circa 2\/3 metri dallo strumento. Purtroppo, nel secondo caso non si vede, ma spero sia in posizione analoga.<\/p>\n<p>Le sale sono lo Shalin Liu Performance Center di Rockport, MA e la B\u00f6sendorfer-Saal alla Mozarthaus, Vienna. A giudicare dal video, sono molto diverse: quella americana sembra essere decisamente pi\u00f9 grande e di costruzione ben pi\u00f9 recente rispetto all&#8217;antico salone restaurato di quella che fu la residenza di Mozart fra il 1784 e il 1787.<\/p>\n<p>Quello che emerge sono due concetti sonori radicalmente diversi (da apprezzare con delle vere casse piuttosto che con gli altoparlanti del computer). Sicuramente anche le sale fanno la loro parte (e a mio avviso la grande finestra che chiude il palco nella sala americana \u00e8 determinante), ma con altrettanta sicurezza non si pu\u00f2 dire che uno dei due strumenti sia migliore dell&#8217;altro. Al massimo si pu\u00f2 affermare che l&#8217;esecuzione di questo brano da parte di questa pianista rende meglio sull&#8217;uno o sull&#8217;altro e su quale, ognuno avr\u00e0 la propria preferenza.<\/p>\n<p>Quello che mi riesce pi\u00f9 difficile capire, invece, \u00e8 come un concertista possa accettare di suonare su due strumenti cos\u00ec diversi, tali da farmi pensare che uno dei due sia radicalmente lontano dalla sua idea di suono. Ma, evidentemente, a volte non si ha una forza contrattuale tale da imporre lo stesso strumento per tutta la tourn\u00e9e.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/iTt03E-uKK8?rel=0\" frameborder=\"0\" width=\"560\" height=\"315\"><\/iframe><\/p>\n<div class=\"related-posts\">\n<div id=\"related-posts-MRP_all\" class=\"related-posts-type\">\n<h3>RELATED:<\/h3>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/1674\">Un pianoforte carrozzato Audi<\/a><\/li>\n<\/ul><\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;idea pu\u00f2 sembrare un po&#8217; idiota, ma ha una certa valenza, almeno per la tipologia musicale in questione. 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