{"id":374,"date":"2007-01-02T00:01:35","date_gmt":"2007-01-01T23:01:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maurograziani.org\/wordpress\/?p=374"},"modified":"2025-08-22T18:13:32","modified_gmt":"2025-08-22T16:13:32","slug":"kritiko-allucinato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/374","title":{"rendered":"Kritiko Allucinato?"},"content":{"rendered":"<p>Ma qualcuno riesce a spiegarmi perch\u00e9 i critici &#8220;pop&#8221; (nel senso di non classici, non jazz) italiani (non tutti, ma la maggior parte) sono o assurdamente esagerati oppure danno sfogo a un bassissimo livello poetico con contenuto informativo pari a zero, mentre invece gli anglosassoni sono informativi e mediamente obiettivi?<br \/>\nPrendiamo, per es., le critiche che ho cercato per scrivere il post precedente su Rock Bottom.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.ondarock.it\/pietremiliari\/rockbottom.html\">Onda Rock<\/a> scrive (estratti; i corsivi sono miei)<\/p>\n<blockquote><p><small>Sebbene siamo sicuri che la musica di questo disco fosse gi\u00e0 immensa e bellissima&#8230;<br \/>\n&#8230;Il regno dei nuovi suoni esprime l&#8217;immensa solitudine dell&#8217;uomo e il suo anelito di salvezza&#8230;<br \/>\n&#8230;La sezione ritmica del doppio &#8220;Alifib\/Alife&#8221;, affidata al respiro\/sospiro \u00e8 entrata prepotentemente tra <em>le &#8220;trovate&#8221; pi\u00f9 geniali di tutta la storia della musica<\/em>&#8230;<br \/>\n&#8230;La tettonica che scaturiva dall&#8217;eterna contrapposizione tra il jazz e il rock si chiude su se stessa e ne rimane solo una musica da camera, <em>trionfo del nuovo intelletto<\/em>&#8230;<br \/>\n&#8230;&#8221;Rock Bottom&#8221; rappresenta <em>la definitiva chiusura di un&#8217;epoca<\/em>, tanto per l&#8217;uomo Wyatt quanto per la storia della musica popolare. \u00c8 il fulcro inevitabile della storia del rock e <em>ogni giudizio su ci\u00f2 che c&#8217;era prima e ci\u00f2 che \u00e8 venuto poi va in un modo o nell&#8217;altro ricondotto a questo disco<\/em>&#8230;<\/small><\/p><\/blockquote>\n<p>Ma siamo fuori? Se questo \u00e8 un capolavoro assoluto, Bach chi \u00e8?<br \/>\nE se questo \u00e8 un capolavoro assoluto solo nell&#8217;area della popular music, allora il suddetto genere conta pi\u00f9 capolavori assoluti di qualsiasi altro genere sulla faccia della terra, giacch\u00e9 girando per Onda Rock (ma anche per altri siti) se ne trovano migliaia.<\/p>\n<p>D&#8217;altro canto, altri critici prendono il loro lavoro come un pretesto per evidenziare le loro assai scarse qualit\u00e0 poetiche.<br \/>\nSu Rock Bottom, <a href=\"http:\/\/www.scaruffi.com\/vol3\/wyatt.html\">Scaruffi<\/a> scrive (estratti)<\/p>\n<blockquote><p><small>C&#8217;e` come un respiro, una medesima pulsazione vitale, che anima tutti i brani, come esalante da una massa organica di sentimenti. Per questo arduo programma di flusso di coscienza in Rock Bottom si fondono le due componenti principali della musica di Wyatt: il melodismo sentimentale di Moon In June e il vocalismo patafisico di Las Vegas Tango. All&#8217;insegno del free-jazz nasce allora una forma-suite di grande suggestione ed emotivita&#8217;.<br \/>\n&#8230;<br \/>\nLa funerea elegia di Sea Song &#8230; si libra in un gorgo armonico sinistro e disperato con un lento incedere da cerimoniale segreto. Last Straw affonda in modo ancor piu` sinistro in misteri occulti, con uno svolgimento che ricorda una Las Vegas Tango piu` lineare e nervosa, con un arrangiamento che rende la sensazione di una mente sconnessa e dell&#8217;apocalissi imminente.<br \/>\n&#8230;<br \/>\nche rappresentano anche i due stati fondamentali dell&#8217;arte di Wyatt, il lirismo titanico e il nonsense dadaista, ovvero l&#8217;ansia d&#8217; assoluto (&#8220;unendliche sehnsucht&#8221;) e la paranoia del quotidiano. La voce si abbandona a deliri e convulsioni con un tono dimesso che e` ben lontano dai gargarismi del passato, e i fiati si lanciano in lunghe traversate, arabescando di incubi terribili atmosfere gia` demenziali.<\/small><\/p><\/blockquote>\n<p>Unendliche sehnsucht!? Paranoia del quotidiano?? Apocalissi imminente!!??<br \/>\nMa sta parlando di un disco o dell&#8217;asteroide prossimo venturo?<br \/>\nAdesso, supponete di non sapere niente di Rock Bottom e andate a leggervi le recensioni. Cosa avete capito del disco?<br \/>\nPerch\u00e9 nessuno scrive <strong>di musica?<\/strong> Perch\u00e9 nessuno mi dice com&#8217;\u00e8 il tempo, la ritmica, l&#8217;armonia? Perch\u00e9 non lo sanno?. Ma se non capiscono nulla di armonia, cosa fanno i critici a fare? E se invece la capiscono, perch\u00e9 non ne parlano? Perch\u00e9 la gente non capirebbe? Forse sarebbe ora di cominciare.<br \/>\nAdesso, invece, andiamo a leggere una qualsiasi recensione anglosassone (questa \u00e8 di tale Martin Dietrich):<\/p>\n<blockquote><p><small>&#8220;Sea Song&#8221; is a beautiful lovesong as well as a duett of Wyatt and Richard Synclair&#8217;s bass. Organ and bass are dominating this song but you also get guitar and piano. The song raises slightly in the end. &#8220;The last Straw&#8221; commences in a similar way, organ and bass build a musical basis and Wyatt&#8217;s voice impends over it. The drums stay discreet all the time. &#8220;Little Red Riding Hood Hit The Road&#8221; is an extension of &#8220;The last straw&#8221;, the melody commences and Mongezi Fesa adds some trumpet. This song is kind of hypnotic due to Wyatts voice and the melody, terrific! &#8220;Alifib&#8221; is a homage to his significant other and again, a duett, this time between Wyatt and Hopper on bass. In the beginning you just hear Wyatts breathing and gasping over some beautiful, mellow and muted Keyboard sounds. After a time Wyatt begins to sing, just as alsways, very melanciloc. After the song gets more and more intensive, it passes into the next track &#8220;Alife&#8221; wich is a bit madder mainly because of the saxophone. Nevertheless the two songs seem to belong togher, two great and melancolic tracks, beautiful. On &#8220;Little Red Robin Hood Hit The Road&#8221; Mike Oldfield, Fred Frith, Laurie Allen and again Richard Sinclair gathered to attend Wyatt. The vivid beginning is dominated by Oldfield&#8217;s guitar and Waytt&#8217;s voice, later on Frith&#8217;s viola affiliates. The end is quite funny because somebody tries to tell you something about a broken telephone, drinking tea and some other weird stuff. The song dies away with laughter.<\/small><\/p><\/blockquote>\n<p>C&#8217;\u00e8 una bella differenza. Non parla di accordi, ma almeno cerca di spiegarmi come sono fatti i pezzi. Sebbene faccia anche un errore (il sax di Alife \u00e8 un clarinetto basso), cerca di darmi delle informazioni.<br \/>\nCapisco che in Italia Bertoncelli abbia fatto scuola, ma da noi \u00e8 come se, per chi scrive, l&#8217;informazione fosse secondaria, mentre l&#8217;importante \u00e8 cercare di mostrare che si \u00e8 bravi a scrivere (con scarsi risultati).<br \/>\nO mi sbaglio?<\/p>\n<div class=\"related-posts\">\n<div id=\"related-posts-MRP_all\" class=\"related-posts-type\">\n<h3>RELATED:<\/h3>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/4636\">Robert Wyatt Story<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/3469\">Retromania<\/a><\/li>\n<\/ul><\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ma qualcuno riesce a spiegarmi perch\u00e9 i critici &#8220;pop&#8221; (nel senso di non classici, non jazz) italiani (non tutti, ma la maggior parte) sono o assurdamente esagerati oppure danno sfogo a un bassissimo livello poetico con contenuto informativo pari a &hellip; <a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/374\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[29,8],"tags":[],"class_list":["post-374","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-mus","category-letteratura"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/374"}],"collection":[{"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=374"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/374\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18634,"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/374\/revisions\/18634"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=374"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=374"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=374"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}