{"id":3830,"date":"2014-11-05T02:10:32","date_gmt":"2014-11-05T01:10:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maurograziani.org\/wordpress\/?p=3830"},"modified":"2025-08-22T18:12:36","modified_gmt":"2025-08-22T16:12:36","slug":"david-lee-myers","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/3830","title":{"rendered":"David Lee Myers"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Questo post \u00e8 la revisione di uno del 2006. Mi sembra che, essendo Myers non molto noto, sia il caso di parlarne ancora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">David Lee Myers \u00e8 un compositore che si trova nella scomoda situazione di essere sconosciuto al grande pubblico perch\u00e9 non fa \u201cpop\u201d e sconosciuto agli accademici perch\u00e9 i suoi lavori non si inseriscono nella tradizione \u201ccolta\u201d. Per\u00f2 \u00e8 conosciuto dagli sperimentatori a oltranza, da quelli che non si accontentano di ri-elaborare delle idee maturate nell\u2019ambito di una corrente, quelli un po\u2019 scontenti e un po\u2019 solitari che regolarmente disfano quello che hanno appena fatto per il gusto di ricominciare da capo.<\/p>\n<p>Nel 1988 affermava che<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">True electronic music does not imitate the classical orchestra or lend well worn melodies the cloak of unexpected timbres \u2013 it exists to evoke the hitherto unknown. And it comes from circuits and wires, though I do not believe that electronic sound is \u201cunnatural\u201d, as some people might.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vera musica elettronica non imita l\u2019orchestra classica e non presta un mantello di timbri inattesi a melodie ben formate \u2013 essa esiste per evocare ci\u00f2 che fino ad ora \u00e8 sconosciuto. E nasce da circuiti e cavi, ci\u00f2 nonostante io non credo che il suono elettronico sia cos\u00ec \u201cinnaturale\u201d come qualcuno pensa.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-content\/FDBKdiag_oct03.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-3831\" style=\"float: right; margin: 10px;\" title=\"FDBKdiag_oct03\" src=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-content\/FDBKdiag_oct03.jpg\" alt=\"Diaag\" width=\"360\" height=\"348\" srcset=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-content\/FDBKdiag_oct03.jpg 360w, https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-content\/FDBKdiag_oct03-150x145.jpg 150w, https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-content\/FDBKdiag_oct03-300x290.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 360px) 100vw, 360px\" \/><\/a>Proprio queste considerazioni hanno condotto D. L. Myers alla pratica di una musica estrema, quasi totalmente priva di input: niente partitura, nessuna tastiera, nessun suono da elaborare, nessun sistema di sintesi propriamente detto. Una musica in cui sia i suoni che le strutture non nascono dalla pressione di un tasto o dal fatto che qualcuno mette gi\u00f9 un accordo, ma dall\u2019interazione spontanea di una serie di circuiti collegati fra loro in retroazione che l\u2019essere umano si limita a controllare.<br \/>\nAl massimo l&#8217;input viene utilizzato solo come sorgente di eccitazione per il circuito di feedback.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che Myers faceva, gi\u00e0 nel 1987 con apparecchiature analogiche, era feedback music.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il feedback positivo in una catena elettroacustica \u00e8 stato sperimentato, con fastidio, da chiunque abbia usato un microfono e lo abbia inavvertitamente puntato verso gli altoparlanti. In breve si produce un fischio lancinante, mentre i tecnici si lanciano verso il mixer per abbassare il volume.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo problema, pi\u00f9 conosciuto come Effetto Larsen, si verifica perch\u00e9 il microfono capta dei suoni che vengono amplificati e inviati all\u2019altoparlante. Se gli stessi suoni, in uscita dall\u2019altoparlante, vengono nuovamente captati dal microfono, amplificati e ri-inviati all\u2019altoparlante, si crea una retroazione positiva tale per cui entrano in un circolo chiuso in cui vengono continuamente amplificati fino ad innescare un segnale continuo a forte volume.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si pu\u00f2 immaginare, il feedback \u00e8 un po\u2019 il terrore di tutti i tecnici del suono, ma in determinate circostanze pu\u00f2 essere controllato e se pu\u00f2 essere controllato, pu\u00f2 anche diventare uno stimolo per uno sperimentatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna puntualizzare che non si tratta di una idea di Myers. Ai tempi della musica elettronica analogica questo effetto \u00e8 stato utilizzato in parecchi contesti. Anch&#8217;io ne ho fatto uso in una installazione del 1981 (si chiamava \u201cFeedback Driver\u201d, appunto), ma credo che negli anni \u201980 l\u2019abbiano provato un po\u2019 tutti, con alterni risultati. I miei primi ricordi relativi a questa tecnica risalgono al lavoro di Tod Dockstader, un ricercatore e musicista americano relativamente poco noto, anche se alcune sue musiche sono finite nel Satyricon di Fellini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che distingue Myers dagli altri, per\u00f2, \u00e8 l\u2019averne fatto una vera e propria poetica. Lui non sfrutta il feedback per elaborare qualcosa, non parte da algoritmi di sintesi, ma collega in retroazione una serie di dispositivi (principalmente mixer e multi-effetti) e variando i volumi sul mixer (che a questo punto diventa la sua \u201ctastiera\u201d) e cambiando tipo e profondit\u00e0 degli effetti ne trae una serie di sonorit\u00e0 suggestive, sempre in bilico fra il fascino di una musica che si muove in modo quasi biologico e il totale disastro delle macchine fuori controllo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza dubbio, Myers \u00e8 un virtuoso, ma, a differenza del virtuoso tradizionalmente inteso, lui non domina il proprio strumento. Piuttosto lo asseconda, cercando di spingerlo in una direzione. Qui la composizione consiste nel definire una rete di collegamenti fra i dispositivi e la tecnica si fa estetica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, come si vede in questo breve video, Myers si fa anche artista visuale elaborando una serie di tracce create dalla sua stessa musica.<\/p>\n<p>Sito di riferimento: <a href=\"http:\/\/www.pulsewidth.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pulsewidth<\/a>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"David Lee Myers art\" width=\"584\" height=\"438\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/4poNfgVyDwA?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<div class=\"related-posts\">\n<div id=\"related-posts-MRP_all\" class=\"related-posts-type\">\n<h3>RELATED:<\/h3>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/4359\">Feedback Babies<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/1920\">Bio Circuit &#8211; a wearable soundscape<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/1693\">Loci_<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/1666\">Eroica Spettrale<\/a><\/li>\n<\/ul><\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo post \u00e8 la revisione di uno del 2006. 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