{"id":5087,"date":"2015-12-02T14:34:00","date_gmt":"2015-12-02T13:34:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maurograziani.org\/wordpress\/?p=5087"},"modified":"2025-08-22T18:15:01","modified_gmt":"2025-08-22T16:15:01","slug":"removed","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/5087","title":{"rendered":"Removed"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-content\/wendy_brian_kids.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5088\" style=\"margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;\" title=\"wendy_brian_kids\" src=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-content\/wendy_brian_kids.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-content\/wendy_brian_kids.jpg 750w, https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-content\/wendy_brian_kids-150x120.jpg 150w, https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-content\/wendy_brian_kids-300x240.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Non stanno giocando a carte. <a href=\"http:\/\/www.removed.social\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Removed<\/strong><\/a> \u00e8 un progetto del fotografo americano <strong>Eric Pickersgill<\/strong> in cui la pervasivit\u00e0 del cellulare si evidenzia attraverso la sua assenza. Normalissime immagini di un quotidiano in cui l&#8217;oggetto centrale, quello su cui si fissa l&#8217;attenzione di tutti, \u00e8 rimosso e in questo modo la scena appare in tutta la sua assurdit\u00e0.<\/p>\n<p>Lo stesso Pickersgill commenta<\/p>\n<blockquote><p>La famiglia che siede accanto a me nel caff\u00e9 Illium a Troy, NY, \u00e8 cos\u00ec scollegata. Non si parla molto. Il padre e le due figlie guardano i loro cellulari. La mamma non ne ha uno o sceglie di non usarlo. Fissa fuori dalla finestra, triste e sola, in compagnia della sua famiglia. Pap\u00e0 guarda gli altri ogni tanto per annunciare qualche oscuro pezzo di informazioni trovato on-line. Per due volte parla di un grosso pesce che \u00e8 stato catturato. Nessuno risponde. Sono addolorato nel vedere una tecnologia creata per l&#8217;interazione usata per non interagire. Una cosa del genere non \u00e8 mai accaduta prima e dubito che abbiamo scalfito la superficie dell&#8217;impatto sociale di questa nuova esperienza. Adesso anche la mamma ha tirato fuori il suo telefono&#8230;<br \/>\n[trad. mia]<\/p><\/blockquote>\n<p>Il <a href=\"http:\/\/www.removed.social\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sito del progetto Removed \u00e8 qui<\/a>, con molte altre immagini.<\/p>\n<p>La tecnologia ha sempre inciso profondamente sulla vita delle persone e sui rapporti sociali. Basti pensare al frigorifero, all&#8217;automobile, alla televisione. Ma mai come oggi ci siamo trovati di fronte a qualcosa che incide cos\u00ec duramente sulla comunicazione. \u00c8 interessante notare come, a causa del (o grazie al) cellulare, le persone non si trovino mentalmente nel luogo in cui sono fisicamente. Ora, \u00e8 normale che questo accada in certe situazioni. Io passo circa 5\/6 ore alla settimana in treno ed \u00e8 ovvio che, in questo caso, la gente impieghi il tempo leggendo qualcosa, lavorando o, al limite, dormendo, ma con il cellulare, questo accade sempre. Vedo gente che sale in autobus digitando o parlando; continua per tutto il tragitto e prosegue anche quando scende. Si parla o si digita anche mentre si cammina per strada e mentre si guida.<\/p>\n<p>Quello che accade \u00e8 che questo oggetto e in ultima analisi, internet, ci inseriscono in un flusso continuo di comunicazione che ci astrae dal &#8220;qui e ora&#8221; inserendoci in una chat room virtuale permanente. E la tecnologia va in questa direzione sviluppando oggetti che tendono a incorporare il flusso direttamente nel nostro corpo, come i google glass, ovvero la realt\u00e0 aumentata che, se da un lato \u00e8 molto comoda quando sto cercando un certo negozio in una zona poco conosciuta della citt\u00e0, alla fine ci costringer\u00e0 ad avere sempre un cellulare acceso davanti agli occhi. E, come alcuni di voi avranno sperimentato, \u00e8 inutile dire che basta lasciarlo spento o non averlo. Presto sar\u00e0 praticamente obbligatorio, cos\u00ec come \u00e8 diventata letteralmente obbligatoria una connessione internet.<\/p>\n<p>L&#8217;effetto mi sembra quello di annullare qualsiasi possibilit\u00e0 di <strong>restare soli con s\u00e9 stessi<\/strong>, che invece \u00e8 una condizione che mi piace. E mi sconvolge il fatto che sembra far paura alla maggior parte della gente&#8230;<\/p>\n<div class=\"related-posts\">\n<div id=\"related-posts-MRP_all\" class=\"related-posts-type\">\n<h3>RELATED:<\/h3>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/4462\">Stereopublic<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/4359\">Feedback Babies<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/2388\">Come al solito ci spiano<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/314\">Per una societ\u00e0 con pareti di vetro<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/72\">Un cellulare a Bayreuth<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/22\">BE PARANOID!<\/a><\/li>\n<\/ul><\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non stanno giocando a carte. 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