{"id":609,"date":"2007-07-06T00:01:29","date_gmt":"2007-07-05T22:01:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maurograziani.org\/wordpress\/?p=609"},"modified":"2025-08-22T18:13:57","modified_gmt":"2025-08-22T16:13:57","slug":"le-isole-senza-lunedi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/609","title":{"rendered":"Le isole senza luned\u00ec"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 10px 20px; float: left;\" src=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-content\/bering.gif\" alt=\"bering\" width=\"200\" height=\"200\" \/>Visto che siamo in tema di ferie&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stretto di Bering, situato fra l&#8217;Alaska e l&#8217;estremo oriente della Russia, \u00e8 largo solo 53 miglia (circa 85 km). Considerato che nel mezzo dello stretto ci sono due isole, l&#8217;una russa e l&#8217;altra americana, separate da un braccio di mare di soli 3 km e che l&#8217;intero stretto \u00e8 ghiacciato per tutto l&#8217;inverno, \u00e8 la zona in cui l&#8217;Eurasia e l&#8217;America arrivano praticamente a toccarsi, \u00e8 l&#8217;unico luogo in cui \u00e8 possibile attraversare quell&#8217;immane fossa che \u00e8 l&#8217;Oceano Pacifico, ma \u00e8 anche il punto di contatto fra due realt\u00e0 culturali diverse e per decenni nemiche.<br \/>\nNon \u00e8 sempre stato cos\u00ec. Durante le ere glaciali, l&#8217;area dello stretto emergeva dalle acque formando un ponte di terra, detto Beringia, che poteva essere attraversato a piedi. I primi esseri umani arrivarono nel continente americano in questo modo durante l&#8217;ultima era glaciale, e si diffusero successivamente verso sud.<br \/>\nLo stretto prende il nome da Vitus Bering, un esploratore russo (danese di nascita) che lo attravers\u00f2 nel 1728. L&#8217;isolamento, il clima estremo, ma soprattutto le tensioni geopolitiche hanno fatto di questo luogo un limbo ghiacciato ai confini della realt\u00e0.<br \/>\nMa la cosa pi\u00f9 curiosa sono le due isole che si trovano esattamente nel mezzo.<br \/>\n<img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/c\/c6\/Diomede_Islands_Bering_Sea_Jul_2006.jpg\" alt=\"islands\" width=\"550\" vspace=\"10\" \/><br \/>\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-content\/Diomede%20Islands.jpg\" alt=\"Diomede Islands\" width=\"300\" align=\"right\" hspace=\"20\" vspace=\"10\" \/>Le isole Diomede, cos\u00ec chiamate perch\u00e9 Bering vi mise piede il 16 agosto 1728, giorno di San Diomede, (russo: \u043e\u0441\u0442\u0440\u043e\u0432\u0430\u0301 \u0414\u0438\u043e\u043c\u0438\u0301\u0434\u0430; ostrova Diomida, in inglese: Diomede Islands o Gvozdev Islands) sono due isolette rocciose conosciute con vari nomi: la pi\u00f9 occidentale (russa) \u00e8 detta, a seconda delle diverse lingue e culture, Grande Diomede (Big Diomede), Imaqliq, Nunarbuk, Isola di Ratmanov; l&#8217;isola orientale (USA) \u00e8 invece detta comunemente Piccola Diomede, oppure, in alternativa, Isola di Krusenstern o Inaliq.<br \/>\nLe isole sono entrambe abitate principalmente da eschimesi che vivono in villaggi stabili dedicandosi alla pesca. Il villaggio USA, su Little Diomede, si chiama, ovviamente, Diomede City, dove city sembra essere un termine un po&#8217; eccessivo, visto che gli abitanti, nel 2000, erano 146 (19.8 per km<sup>2<\/sup>, un luogo piuttosto tranquillo).<br \/>\nFu al tempo della vendita dell&#8217;Alaska dalla Russia zarista agli Stati Uniti (1867) che il confine (linea gialla) venne fatto passare fra le due isole separando<\/p>\n<blockquote><p>equidistantly Krusenstern Island, or Ignaluk, from Ratmanov Island, or Nunarbuk, and heads northward infinitely until it disappears completely in the Arctic Ocean.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non \u00e8 solo il confine a dividere le due isole. Ci passa anche la linea di cambiamento data ed \u00e8 la cosa pi\u00f9 divertente perch\u00e9 questo significa che, quando a Little Diomede sono le 12 di luned\u00ec, a Big Diomede sono le 12 di marted\u00ec. Di conseguenza gli americani possono letteralmente vedere il domani guardando verso ovest e dato che il domani appare invariabilmente uguale all&#8217;oggi, presumo che i casi di depressione non siano pochi. Di contro, il luogo \u00e8 consigliato a coloro che non amano i cambiamenti.<br \/>\nIl lato positivo \u00e8 che si possono vivere due volte le feste passando dall&#8217;isola ad ovest a quella a est. Quando, per es, a Big Diomede sono le 4 di mattina del primo dell&#8217;anno e ormai la festa sta scemando, basta farsi una camminata di 3 km sul ghiaccio per trovarsi in un villaggio in cui sono le 4 di mattina del 31\/12, andare a dormire e rifarsi il capodanno.<br \/>\nLa cosa letteralmente grandiosa \u00e8 che qui si possono saltare completamente i luned\u00ec.<br \/>\nRagionate. Se ci si trova in Big Diomede alla mezzanotte della domenica, una camminata (o una remata) ci porta in Little Diomede alla mezzanotte del sabato. Si continua divertirsi, poi si va a dormire la domenica e alla mezzanotte della domenica si ritorna in Big Diomede, dove sta iniziando il marted\u00ec. Fantastico. Il luned\u00ec \u00e8 completamente sparito, sostituito da una doppia domenica. Wow!<br \/>\nNell&#8217;immagine qui sotto: Diomede City.<br \/>\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-content\/Diomede%20Village_little.jpg\" alt=\"Diomede Village\" vspace=\"10\" \/><\/p>\n<div class=\"related-posts\">\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Visto che siamo in tema di ferie&#8230; Lo stretto di Bering, situato fra l&#8217;Alaska e l&#8217;estremo oriente della Russia, \u00e8 largo solo 53 miglia (circa 85 km). 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