{"id":616,"date":"2007-07-15T00:01:19","date_gmt":"2007-07-14T22:01:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maurograziani.org\/wordpress\/?p=616"},"modified":"2025-08-22T18:12:34","modified_gmt":"2025-08-22T16:12:34","slug":"boulez-premiere-sonate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/616","title":{"rendered":"Boulez &#8211; Premi\u00e8re Sonate"},"content":{"rendered":"<p>La prima sonata di Boulez, conposta nel 1946, eseguita da <span class=\"yt-core-attributed-string yt-core-attributed-string--white-space-pre-wrap\"><span class=\"yt-core-attributed-string--link-inherit-color\">Idil Biret<\/span><\/span>.<br \/>\nNote di programma di Jacques-Marie Lonchampt.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima Sonata \u00e8 in due movimenti. Se conservano una certa dualit\u00e0 compositiva, non si tratta ovviamente pi\u00f9 di dualit\u00e0 tematica ed ancora meno armonica, come era il caso nella definizione &#8220;classica&#8221; della sonate, bens\u00ec piuttosto del confronto tra diversi tipi di scritture, che si oppongono per il tempo, l&#8217;intensit\u00e0, il fraseggio e si raccolgono in sezioni contrastanti.<br \/>\nIl primo movimento, &#8220;lento&#8221;, comincia con la presentazione di quattro elementi molto semplici: intervallo (in questo caso, sesta), appoggiatura, suono isolato e tratto incisivo, che si oppone agli altri tre altri per la sua aggressivit\u00e0, che contrasta con la morbidezza dell&#8217;insieme. Quest&#8217;elementi si combinano in uno sviluppo generalmente calmo, a volte interrotto da una caratteristica rabbia, che chiuder\u00e0 questa sezione in un soprassalto ancora pi\u00f9 veemente. Il tratto incisivo domina la seconda parte, pi\u00f9 nervosa, alterndosi con passaggi in staccato. Un ritorno degli elementi iniziali indica la ri-esposizione, variata ed accorciata ma chiaramente identificabile, seguita di una coda sugli stessi elementi, che vanno finalmente a sovrapporsi in un ampio aggregato, seguito in modo inatteso di un ultimo ritorno, pianissimo, quasi beffardo rispetto alla caratteristica iniziale.<br \/>\nIl secondo movimento comincia con un gioco di &#8220;ping-pong&#8221; staccato tra i diversi registri, simile alle variazioni opus 27 di Webern. In seguito si assister\u00e0 ad una lunga lotta tra una sorta di toccata, che esplora nervosamente in un movimento vivo e regolare tutta la tastiera, ed i passaggi pi\u00f9 legati e annegati nel pedale, quasi dei &#8220;mobiles&#8221; armonici che vanno della dolcezza a un&#8217;espressione pi\u00f9 intensa. La conclusione del movimento, interrotta inizialmente da silenzi, finora rari, ceder\u00e0 in extremis il posto ad un ultimo ritorno della toccata.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Piano Sonata \u2116.1 - Pierre Boulez (1946)\" width=\"584\" height=\"329\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/zXjPNLNcr9k?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<div class=\"related-posts\">\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima sonata di Boulez, conposta nel 1946, eseguita da Idil Biret. Note di programma di Jacques-Marie Lonchampt. La prima Sonata \u00e8 in due movimenti. 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