{"id":640,"date":"2007-08-09T00:01:32","date_gmt":"2007-08-08T22:01:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maurograziani.org\/wordpress\/?p=640"},"modified":"2025-08-22T18:13:32","modified_gmt":"2025-08-22T16:13:32","slug":"koto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/640","title":{"rendered":"Koto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Kazue Sawai esegue un brano al koto.<br \/>\nQuesto strumento \u00e8 un cordofono appartenente alla famiglia della cetra introdotto dalla Cina in Giappone durante il periodo Nara (710 &#8211; 794 d.C.).<br \/>\nAll&#8217;inizio il koto venne usato per lungo tempo solamente presso la corte imperiale. Questo stato di cose cambi\u00f2 nel XVII secolo soprattutto ad opera di Yatsuhashi Kengy\u00f4 (1614-1684) che s\u00ec applic\u00f2 a rendere il koto maggiormente accessibile presso la popolazione. Ide\u00f2 una nuova accordatura, detta hirajoshi, che divenne una delle pi\u00f9 utilizzate e cre\u00f2 composizioni divenute dei classici della letteratura per questo strumento come Rokudan e Midare, che \u00e8 il brano che ascoltiamo qui.<br \/>\nSi tratta quindi di un esempio di musica classica giapponese del &#8216;600.<br \/>\n\u00c8 interessante osservare come la musica classica giapponese sia altamente formalizzata. Questo brano, per esempio, appartiene alla categoria dei danmono che \u00e8 una forma classica di brani per koto solamente strumentali, composti da diverse sezioni chiamate dan [lett. &#8220;gradino, ripiano, livello&#8221;]. Nella forma pi\u00f9 tradizionale di danmono, ogni dan \u00e8 formato da 104 haku [pulsazione, battito, unit\u00e0 fondamentale di misura del tempo] e costituisce una variazione su un unico tema.<br \/>\nQuesto brano, per\u00f2, fa eccezione perch\u00e9 i vari dan non sono formati dallo stesso numero di beat e proprio per questo si intitola Midare [\u4e71 lett. &#8220;confusione, caos&#8221;].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda il koto, il corpo dello strumento \u00e8 costituito da una cassa armonica, lunga circa due metri e larga tra i 24 ed i 25 cm, costruita, in genere, con legname di Paulownia (Paulownia Tomentosa o kiri, in giapponese). Su di essa corrono tredici corde di uguale diametro ed aventi stessa tensione, ognuna delle quali poggia su di un ponticello mobile (ji, \u67f1).<br \/>\nQuesto fatto va sottolineato perch\u00e9 \u00e8 un sistema completamente diverso da quello occidentale in cui si usano corde di vario diametro e tensione.<br \/>\nQui le corde sono tutte uguali e tirate alla stessa tensione. Per ottenere note diverse, quindi, l&#8217;unico sistema \u00e8 variare la lunghezza della corda. Infatti ognuna di esse ha il proprio ponte che viene piazzato in punti diversi.<br \/>\nLe corde, poi, sono pizzicate con la destra, mentre la sinistra non suona, ma crea abbellimenti sotto forma di vibrati e di veloci glissati, sia nell&#8217;attacco che in coda al suono, ottenuti premendo la parte della corda che sta oltre il ponte. Naturalmente il fatto che tutte le corde abbiano la stessa tensione facilita questo compito perch\u00e9 cos\u00ec una data pressione genera un glissato della medesima estensione su ogni corda, cosa che non avverrebbe se la tensione fosse diversa.<br \/>\nL&#8217;esecutore si pone in ginocchio o seduto di fronte allo strumento e pizzica le corde tramite l&#8217;ausilio di tre plettri (tsume) fissati al pollice, all&#8217;indice ed al medio della mano destra.<br \/>\nLo spartito per koto si presenta generalmente sotto forma di intavolatura che si legge dall&#8217;alto in basso e da destra verso sinistra (il senso di lettura normale anche nel giappone moderno: i libri sono impaginati cos\u00ec, sebbene ormai sia diffusa anche la scrittura orizzontale).<br \/>\nIl koto viene paragonato al corpo di un drago cinese disteso. Per tale motivo, le diverse parti di cui esso \u00e8 formato assumono dei nomi che ricordano quelle del mitico animale, come ad esempio:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Ryuko (schiena del drago): \u00e8 la parte superiore della cassa armonica,<\/li>\n<li>Ryuto e ryubi (testa e coda del drago): sono le estremit\u00e0 dello strumento.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Kazue Sawai \u00e8 considerata uno dei massimi virtuosi viventi di questo strumento.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Kazue Sawai Plays Midare (JAPANESE KOTO)\" width=\"584\" height=\"438\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/dhxlQlZafvY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, invece, vediamo la stessa interprete impegnata in una composizione contemporanea per koto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Compositore: Tadao Sawai (Composto nel dicembre 1988. Per commemorare il decimo anniversario della fondazione dell&#8217;Istituto Sawai Koto. Eseguito per la prima volta da Kazue Sawai)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo strumento a 17 corde, inventato da Michio Miyagi, ha una storia di circa 70 anni (nota: all&#8217;epoca della sua composizione), e ha superato di gran lunga il suo scopo originale come supplemento per basso, ed \u00e8 stato recentemente utilizzato come strumento solista . Naturalmente, il processo per arrivare a questo punto \u00e8 dovuto ai grandi sforzi degli esecutori, dei compositori e delle persone che creano gli strumenti, ma la profondit\u00e0 e la forza del suono della 17 corde, cos\u00ec come la lunghezza del suono persistente, sono fattori importanti. Il suo fascino continuer\u00e0 a catturare i cuori delle persone. E ora sembra che Jushichigen stia diventando il fiore all&#8217;occhiello del mondo musicale giapponese. [Testo: Tadao Sawai, Trad. Google]<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"\u300e\u83ef\u306b\u306a\u308b\u300f\u6ca2\u4e95\u4e00\u6075 \uff08Hana ni naru by Kazue Sawai\uff09\" width=\"584\" height=\"329\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/G-JL-EfcYts?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<div class=\"related-posts\">\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Kazue Sawai esegue un brano al koto. Questo strumento \u00e8 un cordofono appartenente alla famiglia della cetra introdotto dalla Cina in Giappone durante il periodo Nara (710 &#8211; 794 d.C.). All&#8217;inizio il koto venne usato per lungo tempo solamente presso &hellip; <a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/640\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[213,215],"tags":[993],"class_list":["post-640","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-classica-mus","category-extra-europea","tag-japan"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/640"}],"collection":[{"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=640"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/640\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18397,"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/640\/revisions\/18397"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=640"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=640"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=640"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}