{"id":65,"date":"2006-07-13T20:22:36","date_gmt":"2006-07-13T18:22:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maurograziani.org\/wordpress\/archives\/65"},"modified":"2025-08-22T18:11:43","modified_gmt":"2025-08-22T16:11:43","slug":"il-futuro-del-mercato-musicale-2the-future-of-musical-marketing-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/65","title":{"rendered":"Il futuro del mercato musicale (2)"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>\u00c8 il 2015, ti svegli al al suono di una melodia familiare diffusa dolcemente, che ti tira fuori dal letto e ti fa sentire bene. Quando entri in bagno, il tuo Personal Media Minder attiva lo schermo incorporato nello specchio e puoi guardarti una selezione di notizie mentre ti prepari per la giornata. Appena ti infili nella doccia, il tuo programma musicale personalizzato ti accoglie con una nuova versione dal vivo della canzone che hai scaricato ieri, ed \u00e8 ancora meglio dell&#8217;originale, cos\u00ec, mentre ti vesti, dici al programma TasteMate di aggiungerla in rotazione nella tua scaletta musicale. Infili i nuovi occhiali con cuffia incorporata e collegamento in rete continuo, li accendi sistemando gli auricolari e inizi subito ad ascoltare il mix che un amico ha preparato per te. La musica fluisce nella tua coscienza, diventa parte di te. Dopo la colazione con il resto della famiglia, ti dirigi al lavoro, e il Personal Media Minder ti chiede se vuoi finire di ascoltare l&#8217;audiolibro iniziato ieri mattina. Data la conferma, parte la registrazione, che ti accompagna nella camminata verso il treno che ti porta in ufficio. Durante il giorno, gli occhiali e altri dispositivi wireless ti aiutano a comunicare attraverso la rete con amici, soci, compagni di rete e &#8220;pari digitali&#8221;. La cuffia ti tiene in contatto anche con quella raccolta hard rock che ti piace tanto e, nel frattempo, continuano ad arrivare una serie di nuove canzoni, nuove versioni e remix di brani che ti interessano, insieme ai tuoi vecchi pezzi preferiti. Con TasteMate accedi alle tue scalette musicali e le condividi, consigli a un amico a Seattle un paio di canzoni, che vengono automaticamente inserite nella sua collezione. La musica ti d\u00e0 la carica per tutto il giorno. Tornando verso casa, scegli la solita miscela di notizie di cronaca, sport, meteo e pettegolezzi sui tuoi musicisti e attori preferiti.<br \/>\nLa cuffia si sincronizza con i monitor tridimensionali attivi, che proiettano le immagini proprio davanti a tuoi occhi, oppure con gli schermi comuni disponibili sul treno e a casa: puoi decidere cosa ascoltare e cosa guardare e chi pu\u00f2 condividere l&#8217;esperienza. Il Media Minder armonizza e trasmette la programmazione selezionata e qualsiasi nuovo tipo di musica tu abbia deciso di esplorare, definendo anche come sceglierla, con l&#8217;aiuto del programma TasteMate.<br \/>\nRientrato a casa, trascorri la serata accompagnato dal morbido jazz diffuso dall&#8217;impianto domestico attraverso casse disposte in ogni stanza, mentre porti in tavola una delle tue specialit\u00e0 culinarie, poi paghi le bollette. Una di queste \u00e8 l&#8217;abbonamento per informazione e intrattenimento, che comprende i costi mensili per musica, video, connessione e comunicazione, ma \u00e8 sempre pi\u00f9 economica della bolletta del riscaldamento o dell&#8217;acqua. Le chiamate in arrivo dagli amici si inseriscono armoniosamente nella programmazione con cui ti circondi, in accordo alle tue indicazioni. Dopo cena metti in ordine e magari giochi un paio di partite con alcuni amici attraverso la tua rete virtuale, mentre ti rilassi con alcuni brani New Age ispirati alle composizioni originali di Mozart, che hai scoperto a tarda notte mentre navigavi tra i canali di musica condivisa&#8230;<\/p>\n<p>David Kusek, Gerd Leonhard<br \/>\nIl futuro della musica<\/p><\/blockquote>\n<p>Questo \u00e8 l&#8217;incipit del libro di cui sopra, di recente pubblicazione in Italia (il libro \u00e8 del 2005; trovate la versione originale <a target='_blank' href=\"http:\/\/www.futureofmusicbook.com\/\" rel=\"noopener\">qui<\/a> e quella italiana <a target='_blank' href=\"http:\/\/www.cinquantuno.it\/?p=27\" rel=\"noopener\">qui<\/a>; potete scaricare la prefazione e il primo capitolo in pdf, il resto lo dovete comprare).<\/p>\n<p>Secondo voi quanto descritto sopra \u00e8 un paradiso o un incubo?<\/p>\n<p>Devo dire che mentre lo leggevo pensavo \u201c&#8230;bello&#8230;\u201d, ma quando ho cominciato a fare qualche elucubrazione chiedendomi quante probabilit\u00e0 di avverarsi ha una situazione del genere, il tutto ha cominciato a girare inesorabilmente verso l&#8217;incubo.<br \/>\nIntendiamoci, io sono sicuro che il mercato musicale sta evolvendo verso una situazione del genere: come scrivo nel post precedente, la musica sar\u00e0 distribuita in rete, i costi caleranno, esisteranno servizi di abbonamento, ci saranno software in grado di selezionare i generi, etc.<br \/>\nPer\u00f2 nel testo di cui sopra manca qualcosa: tanto per cominciare, la pubblicit\u00e0.<br \/>\nMi sembra impossibile che l&#8217;advertisement non infili i suoi tentacoli (io <strong>odio<\/strong> la pubblicit\u00e0) in un servizio di musica in abbonamento. \u00c8 vero che chi offre il servizio pu\u00f2 contare sul canone di abbonamento, ma voi pensate che sapr\u00e0 resistere alla possibilit\u00e0 di abbassare un po&#8217; il prezzo e infilarci qualche advertisement? Oltretutto personalizzato. Magari, peggio ancora, in forma secondo loro non disturbante. Cos\u00ec, mentre ascolti la tua selezione di hard rock preferita, \u201c<em>continuano ad arrivare una serie di nuove canzoni, nuove versioni e remix di brani che ti interessano<\/em>&#8221; e ogni tanto ti arriva un pezzo che assomiglia agli altri, ma decisamente non fa parte della tua scelta. E tu stai l\u00ec a chiederti se \u00e8 il software di selezione che ha toppato o se qualcuno ha pagato i fornitori del servizio per mandare almeno una volta al giorno quelle canzoni&#8230; In fondo, nei tempi andati, le major hanno sempre pagato le radio perch\u00e9 trasmettessero certi pezzi.<br \/>\nPoi, \u201c<em>gli occhiali e altri dispositivi wireless ti aiutano a comunicare attraverso la rete con amici, soci&#8230;<\/em>\u201d sono una disgrazia perch\u00e9 se tu puoi vedere qualsiasi rete, tutte le reti vedono te e ti trovano. Cos\u00ec, in mezzo all&#8217;audiolibro, arrivano le comunicazioni concitate di quelli del tuo ufficio che ti fanno sapere che il boss ha indetto una riunione per le 10 e vuole la tua opinione su un nuovo progetto. Di conseguenza, sempre insieme all&#8217;audiolibro, cominciano ad arrivare grafici, reports e voci&#8230; (il che, nota bene, succede gi\u00e0 adesso grazie a quella potente invenzione che \u00e8 il cellulare).<br \/>\nNel frattempo il tuo programma di messenger \u00e8 partito da solo (fa parte del servizio) e arrivano squillini da 50 deficienti che, non avendo niente da fare, vorrebbero messaggiare con te. Come se non bastasse c&#8217;\u00e8 una chiamata voip da quel\/quella cretino\/a che ti sta tarmando da un mese solo perch\u00e9 ci sei andato\/a a letto una sera che eri depresso\/a.<br \/>\nOk, potrei continuare. Potrei riscrivere la situazione citata in modo secondo me un po&#8217; pi\u00f9 realistico (magari lo far\u00f2). Ma quello che mi sembra allucinante di questa situazione immaginaria, ma in fondo non troppo, \u00e8 l&#8217;idea di delegare le scelte.<br \/>\n\u00c8 vero che con l&#8217;attuale quantit\u00e0 di informazione, oltretutto sempre crescente, selezionare \u00e8 difficile, ma quando io scelgo di leggere le news dal sito di Repubblica piuttosto che da qualcun altro, io opero una scelta in prima persona. Se io, invece, mi affido a un servizio tipo GoogleNews, per quanto possa personalizzarlo, \u00e8 sempre nelle mani qualcuno\/qualcosa altro.<br \/>\nGli autori del saggio dicono che la musica fluir\u00e0 come l&#8217;acqua e nello stesso modo \u00e8 facile immaginare che le notizie fluiranno come l&#8217;acqua, le immagini fluiranno, le storie fluiranno etc. Ma chi controlla il flusso?<\/p>\n<div class=\"related-posts\">\n<div id=\"related-posts-MRP_all\" class=\"related-posts-type\">\n<h3>RELATED:<\/h3>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/maurograziani.org\/wordpress\/archives\/4174\">Post-human performance (was Aidoru)<\/a><\/li>\n<\/ul><\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 il 2015, ti svegli al al suono di una melodia familiare diffusa dolcemente, che ti tira fuori dal letto e ti fa sentire bene. 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